Roma – Il problema del caro carburante è diventato una vera e propria spina nel fianco del Governo.
Dopo le furia delle Associazioni dei consumatori che accusano di speculazione i petrolieri, lamentano costi industriali alti e rete di distribuzione di fatto ancora chiusa alla grande distribuzione (quest’ultima, da sola, additano Ausbef e Federconsumatori, potrebbe far scendere di 8-9 centesimi al litro la benzina e altri carburanti), il ministero dello Sviluppo economico ha fatto sapere mediante il suo portavoce, Umberto Carpi, che l’Unione Petrolifera è stata convocata con “urgenza” il 10 agosto nella sede del dicastero alle ore 11.
Per contro il presidente dell’Unione Petrolifera Pasquale De Vita, in merito ai rincari dei prezzi della benzina, ha affermato: “Nessun cartello, nessuna speculazione. I mercati internazionali stanno ballando – ha spiegato – e le variazioni si riflettono sul mercato interno, come dimostrato dai ribassi dei prezzi della benzina praticati di recente da alcune compagnie. Spiegheremo ancora al ministero le dinamiche dei prezzi. Credo che fra poco torneremo alla media e quindi le cose torneranno alla normalità. Bisogna tenere conto che la differenza strutturale già esiste ed è una differenza sulla quale e’ difficile operare ed e’ di 3 centesimi/3cents e mezzo – ha rilevato De Vita – In un mercato molto variegato e molto nervoso come quello attuale è difficile mantenere questa media. Una volta si va un po’ più su e una volta un po’ più giù. Un mese e mezzo fa la differenza è stata di 2 centesimi. Ce ne ha dato atto anche il Ministro Bersani. Oggi siamo nel segno inverso – ha concluso – con la differenza che quando è scesa 2 centesimi nessuno ha detto nulla. Adesso c’è il pandemonio”.
E a proposito di pandemonio, Adusbef e Federconsumatori, che avevano inoltrato esposti denunce alle Procure della Repubblica, chiedono anche “che fine abbia fatto l’inchiesta aperta della Procura di Roma sulla speculazione petrolifera, della quale non risulta più traccia. Con l’apprezzamento dell’euro sul dollaro del 30 per cento circa, è ancora più odiosa una speculazione dei petrolieri, che oltre a fare utili stratosferici sulla pelle dei consumatori, continuano ad essere i padroni d’Italia, senza che nessun Governo, ponga un termine, anche con l’imposizione di regole chiare e trasparenti sugli andamenti dei prezzi all’ingrosso ed alla pompa, dei prezzi della benzina. Ci auguriamo che venga finalmente messa la parola fine ad una odiosa speculazione, che incide per circa 150-200 euro l’anno ad automobilista, costretto a pagare una sorta di pizzo alla più totale delle asimmetrie dei mercati”.
Intanto da oggi il prezzo della benzina calerà di 2 centesimi al litro in tutta la rete dei distributori Agip, come hanno annunciato fonti interne all’Eni, iniziativa che è stata accolta con gioia pacata dal presidente della Commissione Attività Produttive Daniele Capezzone, che ha dichiarato: “Plaudo all’ottima iniziativa dell’Eni, e complimenti per questa scelta ma ora occorrerebbe che lo Stato faccia la sua parte. Il vero colpo positivo si avrebbe se ora lo Stato abbassasse la pressione fiscale sulla benzina perché la vera anomalia italiana è che su 10 euro che noi diamo al benzinaio per la benzina, 7 se ne vanno in tasse. E’ una cosa assurda”.
Anche il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, si è detto lieto dell’iniziativa dell’Eni: “Mi sembra una buona notizia – ha detto – anche sapendo che l’Eni ha il mercato più elevato del nostro Paese e quindi è una notizia positiva, però bisogna fare di più”.
In quanto al “fare di più” è chiaro il ministro Bersani quando dice: “Non intendiamo intervenire sui prezzi, non possiamo, ma vogliamo capire perché la forbice dei prezzi tra l’Italia e il resto d’Europa si sta allargando nel momento in cui tutti usano la macchina per andare in vacanza. Abbiamo allestito al Ministero un Osservatorio sui prezzi il quale ci dice appunto che la forbice tra l’Italia e la media europea si sta allargando. Abbiamo il dovere – ha concluso – di mettere i riflettori su tutti i fenomeni che possono costituire un allarme per i consumatori. Stiamo già facendo la nostra parte con la riforma del processo di distribuzione che è all’esame del Parlamento”.
Ma questi piccoli segnali positivi non bastano all’Adfuc che replica al ministro: “Già nei giorni scorsi aveva convocato i vertici della Mattel (giocattoli) per un problema che non riguardava l’Italia (tossicità dei giocattoli). Non bastava una telefonata di chiarimenti? Oggi, si sa le notizie scarseggiano, il ministro convoca i vertici dell’Unione Petrolifera perché in Italia, che il ministro governa, il prezzo del gasolio primeggia e quello della benzina è al terzo posto in Europa. Forse il ministro non sa che il mercato petrolifero è diviso a metà tra Unione Petrolifera e l’Eni che è pubblica? Forse il ministro non sa che due terzi del prezzo della benzina è dovuto alle tasse (accisa e iva) e che basta una rimodulazione dell’accisa per tenere sotto controllo il prezzo del carburante? Forse il ministro non sa che gli automobilisti quando fanno benzina pagano ancora la guerra di Abissinia?”. Insomma, le polemiche infuriano e l’italiano al volante “paga”… (ore 11:00)