Roma – Mentre la Commissione europea avvisa il Governo in merito ai prezzi dei carburanti in Italia affermando: “Stiamo monitorando la situazione ma per ora non vediamo motivi per intervenire, non siamo preoccupati, osserviamo la situazione economica con grande interesse”, mentre la Cgia di Mestre rileva che, pur essendo la benzina troppo cara, i primi di agosto di quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso il prezzo alla pompa è in leggero calo, dal rapporto sull’andamento del prezzo dei carburanti elaborato dal Ministero dello Sviluppo economico, riferito al periodo dal 23 al 30 luglio 2007, emerge che il prezzo medio al consumo italiano è risultato per la benzina verde pari a 1,349 euro/litro, superiore rispetto alla media europea di 0,055 euro/litro al 30 luglio 2007.
Tale divario è aumentato di 0,006 euro/litro rispetto al 23 luglio. Il prezzo medio della benzina nei 25 Paesi dell’Unione europea è, infatti, di 1,294 euro/litro, sempre al 30 luglio, mentre per i 13 Paesi della zona euro la media prezzo è stata di 1,275 euro/litro. Intanto il premier Prodi ha dichiarato che: “Il problema del costo della benzina in Italia non è inesistente e il fatto che l’Eni ha già abbassato il prezzo del carburante di due centesimi lo conferma”.
Frattanto il Codacons ha chiesto lo “sciopero bianco” degli automobilisti per il prossimo 15 agosto per protestare “contro le speculazioni dei petrolieri sul prezzo della benzina. Invitiamo i cittadini a non utilizzare l’automobile per i loro spostamenti nel giorno di Ferragosto, preferendo mezzi di trasporto alternativi come biciclette, treni o pullman e, laddove sia impossibile rinunciare alla macchina, limitare fortemente i consumi – ha detto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – Gli automobilisti devono dire basta alle intollerabili speculazioni sui prezzi dei carburanti, che si impennano ad ogni esodo facendo uscire milioni di euro in più dalle tasche delle famiglie in viaggio. Per questo invitiamo i cittadini anche a boicottare, nei giorni 13, 14 e 15 agosto, quelle marche di benzina che non ridurranno già da oggi il prezzo alla pompa di almeno 3 centesimi di euro al litro”.
I gestori degli impianti di benzina aderenti alla Fegica Cisl, preoccupati, hanno chiesto al ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani “di convocare le organizzazioni di categoria dei gestori insieme ai petrolieri, alla riunione prevista per il 10 agosto, per affrontare la questione del caro benzina”. Le organizzazioni dei gestori si dichiarano quindi “pronte a presentare al ministro una piattaforma di possibili interventi, tesi a rimuovere i veri ostacoli al mercato e alla concorrenza, rispetto ai quali nessuno, finora, ha mostrato la reale intenzione di agire. Interventi che, se attuati, potrebbero rapidamente ottenere il risultato concreto e realistico (altre cifre sono pura demagogia) di azzerare il delta che ci divide dal resto d’Europa”.
In tutto questo marasma Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust, ha affermato che: “Le compagnie hanno margini per rendere più efficiente il servizio e ridurre i costi dei carburanti”, ricordanco anche che l’Antitrust ad inizio anno ha avviato un’istruttoria proprio per stabilire l’esistenza o meno di un cartello dei prezzi fra i petrolieri ed è ora in attesa di conoscere il giudizio del mercato sugli impegni che le società hanno presentato per ottenere la chiusura del procedimento senza sanzione. (ore 12:10)

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