Alitalia, oggi piano di Prato

Alitalia, oggi piano di Prato

Roma – A poche ore dal cda di Alitalia, nel quale il presidente Maurizio Prato, disegnerà il futuro di Alitalia, emergono le prime indiscrezioni (da parte di fonti “qualificate) circa i dettagli del piano di risanamento ideato dal numero uno della compagnia.
Questo, si dice, dovrebbe prevedere circa 1.000 esuberi da smaltire fra pre-pensionamenti e cig che coinvolgerebbero 350 assistenti di volo, 150 piloti, 500 a terra.
Subito dopo la riunione del cda, Prato illustrerà il suo progetto ai sindacati con i quali ha in programma un ulteriore incontro per il 3 settembre. Una prassi insolita, che vuole inaugurare quella che sembra una nuova stagione nei rapporti sindacali.
Intanto c’è preoccupazione da parte degli assistenti di volo che fanno sapere di non essere pronti a sottoscrivere o appoggiare alcun accordo che preveda licenziamenti.
L’Anpav in merito ha reso noto: “Nessun sindacato di categoria, e men che mai il nostro, sarà disposto a stipulare accordi che creano esuberi”. Secondo il presidente dell’Anpav, Massimo Muccioli, sarebbe un accanimento contro gli assistenti di volo che esprimono “altissimi livelli di produttività con una salario ingessato da oltre 10 anni”.
Altro punto saliente del piano di Prato è relativo ad un consistente aumento di capitale (1,5 miliardi di euro almeno) da attuarsi nei prossimi mesi, in connessione con il progetto di cessione della compagnia. Prato, infatti, avrebbe già chiesto al premier Romano Prodi, incontrato ieri a Palazzo Chigi, uno slittamento di almeno un anno dei tempi previsti per la privatizzazione in modo da procedere a una profonda ristrutturazione e rivalorizzazione della società.
La sorpresa più eclatante però, riguarda la voce di un pesante ridimensionamento dell’hub di Milano Malpensa, a distanza di appena un giorno dall’annuncio di Aea che ha riconosciuto lo scalo milanese come il più puntuale d’Europa.
Ovviamente intorno alla notizia si è aperta una forte polemica con la Regione Lombardia e il Comune e la Provincia di Milano il cui primo atto è stata la diffusione di un comunicato congiunto firmato dal presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni, dal sindaco di Milano Letizia Moratti, dal presidente della provincia di Milano Filippo Penati e dal presidente dell’Unione delle province lombarde Leonardo Carioni che definiscono il progetto come una sorta di “atto di guerra” contro il Nord.
in cui si legge: “La regione Lombardia, comune e provincia di Milano e Unione delle province lombarde esprimono ancora una volta preoccupazione e contrarietà”.
Il risanamento, infatti, passerebbe prima di tutto attraverso il rimaneggiamento del network con la cancellazione delle rotte in perdita e l’apertura di collegamenti a medio raggio che dovrebbero fare concorrenza alle compagnie che oggi servono la clientela business del Nord. Il piano industriale, infatti, dovrebbe prevedere la riduzione delle rotte meno redditizie (proprio i collegamenti da Malpensa per la Cina e l’India) e il conseguente rilancio di quelle considerate più commerciali.
Ma l’eventuale ridimensionamento dell’hub di Milano Malpensa, che potrebbe preparare il terreno di dialogo con le maggiori compagnie aeree europee interessate ad Alitalia come Air France e Lufthansa, potrebbe rappresentare un nodo difficile da sciogliere per i nuovi vertici di Alitalia. Proprio sulle compagnie interessate ad Alitalia e ai contatti informali intrattenuti per tutto il mese di agosto con i potenziali acquirenti, ovvero Air France, AirOne, Lufthansa, Tpg e la cordata di imprenditori rappresentata dal costituzionalista Antonio Baldassarre, Prato oggi potrebbe trovarsi oggi costretto a relazionare il cda.
Altra ipotesi riguarda l’eventuale designazione, già in sede di riounione, dell’advisor che, dopo il fallimento della precedente gara, sarà incaricato di trattare con gli eventuali gruppi interessati a rilevare la quota in mano al Tesoro. In lizza ci sarebbero Deutsche Bank, Citigroup e Banca Leonardo. E non è da escludere che ci siano già stati contatti telefonici informali tra Alitalia ed eventuali candidati.
Quanto a previsioni di liquidità di fine anno, nelle prossime ore verrà resa nota la liquidità a fine dello scorso mese di luglio.
Un primo commento “politico” alle indiscrezioni circolate arriva dal ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, che: “Di certo è desiderabile avere un’Alitalia in grado di sfruttare le potenzialità di due hub, ma non a caso siamo in una crisi di Alitalia. La soluzione del fallimento sarebbe peggiore del piano industriale, è troppo presto per dare giudizi sul piano, quando arriverà ne parleremo e quanto agli esuberi – ha aggiunto – mi auguro che siano il minor numero possibile. (ore 9:15)

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