La partita delle alimentazioni alternative si gioca da tempo senza esclusioni d’investimenti. Le industrie dell’auto sono impegnate su più fronti per anticipare i tempi e rendere l’automobile sempre meno petroliodipendente.
Lo stato dell’arte attuale indica metano, Gpl e ibride (benzina ed elettrica) le vie più praticabili. Per metano, soprattutto, e Gpl la diffusione di questo tipo di motorizzazioni dipendente dalla capillarizzazione delle reti di distribuzione dei due carburanti. Il Gpl ha distributori più diffusi, per il metano la rete è ancora carente.
Le auto ibride non hanno bisogno d’altro che della benzina. Il resto lo fanno da sole dando la possibilità di gestire il motore elettrico in alternativa a quello a benzina a piacimento del guidatore.
L’auto completamente elettrica si muove ancora con grandi difficoltà. Legate soprattutto alla mancanza di strutture nelle città per le quali questo mezzo di alimentazione è stato sperimentato, testato e realizzato. E poi l’altro handicap è l’autonomia di carica, problema allo stato attuale della tecnologia non facilmente risolvibile.
L’altra grande speranza per un futuro non inquinato è l’auto ad idrogeno a celle a combustibile. Una finestra aperta sul futuro, non prossimo nonostante i tanti prototipi che circolano a vario titolo sulle strade del mondo, dalla quale si affacciano con ambizioni produttive quasi tutte le case automobilistiche. Ma su questo fronte i problemi sono di varia natura e tutti ancora da risolvere. I costi di industrializzazione dei prototipi circolanti e quelli legati alla produzione e allo stoccaggio dell’idrogeno prevedono tempi molto lunghi.

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Dario Cortimiglia
Giornalista professionista dal 2005, ottiene la laurea magistrale in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale allo IULM e nel 2009 vince un concorso SKY per cortometraggi. Conclusione? Scrive di auto, ma è ancora convinto diventerà un grande regista. Founder & admin di @igers_messina e @exploringsicily.it.