Castellaneta Marina (Taranto) – Nonostante il non buon periodo di Mitsubishi, Guglielmo Consonni, direttore generale e amministratore delegato di Mitsubishi Motors Automobili Italia (Gruppo Koelliker), non perde la consueta pacatezza e la lucidità delle analisi.
Consonni parlando alla stampa italiana nella conferenza di presentazione della gamma Colt che introducde in Italia anche la versione turbodiesel 1.5 3 cilindri (motore Mercedes della smart forfour) introduce il suo intervento facendo, come un nocchiero esperto, il punto della situazione. “Nell’aprile del 2004 – ricorda Consonni – DaimlerChrysler ha reso noto che non avrebbe sottoscritto l’aumento di capitale di Mitsubishi Motors Corporation. Per far fronte alla situazione è stato istituito il Mitsubishi Motor Corporation revitalization plan, con un team di 40 specialisti che collaborano con le tre società che si sono impegnate a supportare la Casa automobilistica giapponese, ovvero Mitsubishi Corporation, Mitsubishi Heavy Industries e Bank of Tokyo-Mitsubishi. Gli azionisti di riferimento del piano sono, tra gli altri, Phoenix Capital con il 33%, DaimlerChrsyler con il 25% e il gruppo Mitsubishi con il 17%.
“Le strategie di prodotto del Revitalization Plan – aggiunge Consonni – prevedono la commercializzazione di molti modelli nuovi o in sostituzione nel triennio 2004-2007: 10 in Giappone, 10 in Europa, 7 in Nord America e 11 in Cina. Di particolare importanza sono le strategie in Europa, dove il management capitanato dal nuovo presidente Tim Tozer ha come obiettivo la vendita di ben 254.000 auto nel 2006”.
“Nel piano per l’Europa – dice ancora Consonni – Mitsubishi ha riconosciuto la necessità di avere una buona rete di concessionarie, anche grazie ai cambiamenti introdotti con l’entrata in vigore del Block exemption regulation nel 2003 ed ha quindi adeguato la sua rete di 2.950 concessionarie alle nuove norme e ai nuovi standard, in linea con il nuovo posizionamento del marchio e con il rinnovamento della gamma di modelli. Dalla formazione all’identità aziendale, dalla gestione professionale a più canali (autosalone, venditori, internet, manifestazioni all’aperto, ecc.) ai programmi di gestione dei rapporti con i clienti, Mitsubishi Motors Europe si sta dotando degli strumenti giusti per creare l’ambiente più adatto per il marchio e per il prodotto e per stabilire, nel tempo, un nuovo legame emotivo tra i clienti, il marchio e il prodotto, che accompagnerà e sosterrà il riposizionamento sul mercato”.
Un po’ di entusiasmo non guasta e Consonni spiega: “Mitsubishi ha avuto di che festeggiare in Europa nel 2004: primo incremento nelle vendite dal 1999 (208.000 unità contro le 203.000 del 2002) e pareggio nell’anno finanziario 2003, con un anno di anticipo rispetto al previsto, generazione di un profitto per la prima volta nella storia aziendale e, in più, 30.mo anniversario delle attività dell’azienda a livello regionale”.
Entusiasmo che diventa orgoglio di casato quando Consonni arriva a parlare dell’Italia, Paese che nel contesto del Vecchio Continente, rimane mercato strategico per il marchio dei Tre Diamanti. “Da gennaio a luglio 2004 – prosegue Consonni – l’Italia si è classificata al quinto posto nelle vendite europee con il 7% del totale Mitsubishi. Al primo posto si è classificata la Gran Bretagna con il 16%, al secondo la Germania con il 15, al terzo la Russia con il 12 e al quarto la Spagna con il 9%. In Italia Mitsubishi prevede di immatricolare nel 2004 un totale di 19.250 veicoli, pari a una quota di mercato dello 0,8%, leggermente superiore allo 0,7% del 2003, quando furono immatricolati 17.101 veicoli. Nel mix volumi per modello, Mitsubishi Automobili Italia nel 2003 ha venduto il 46% del suo totale come veicoli fuoristrada, il 31% stradali e il 23% pick up”.
Nel mercato italiano, i costruttori giapponesi occupano nel complesso il 12,1% del totale, contro il 66% dei concorrenti di origine europea, il 18,3% statunitense e il 3,9% coreana.
“La nuova Colt – spiega il direttore generale e amministratore delegato di Mitsubishi Automobili Italia – ha ottime possibilità di successo: si posiziona, infatti, all’interno del segmento più rappresentativo del mercato, con il 36,2% di quota e un immatricolato che alla fine del 2004 sarà di 825.000 unità su un totale di 2.280.000 unità. Inoltre, delle 825.000 unità del 2004, il 60,2%, cioè 497.000 unità, è appannaggio della carrozzeria a 5 porte. Interessanti sono anche i dati riferiti alle motorizzazioni diesel: nel mercato generale, il diesel occuperà a fine 2004 il 63% del totale immatricolato, pari a 1.436.000 unità. All’interno del segmento B la quota delle motorizzazioni a gasolio sarà del 55% a fine 2004, quindi 454.000 unità su 825.000”. (ore 12:30). Nella foto: la nuova Mitsubishi Colt.