Bisogna guardarla con grande attenzione per scoprire quali sono i cambiamenti estetici. E forse se accanto non le si mette un esemplare della gamma attuale non si è in grado di capire dove e come è cambiata. La 166, ammiraglia Alfa, dopo il debuto al Salone di Francoforte arriva sul mercato a supportare un trend di vendita che nel 2002 ha toccato il minimo di 4.871 immatricolazioni (presentata nell’ottobre del 1998, a fine marzo di quest’anno ne sono stati consegnati in totale 43.151 esemplari, il picco è stato raggiunto nel 1999 con 14.766) in verità ma eccezionale perché quest’Alfa è partita con un prezzo un po’ elevato che ha dimensionato le possibilità di vendita anche se quest’area di mercato è fortemente presidiata da Audi, Bmw e Mercedes. Evoluzione necessaria, in attesa della futura 166 che sarà la realizzazione di un progetto cominciato in Alfa circa dieci anni fa con la concept car “Nuvola”.
Invariati, o quasi, le dimensioni, con una lunghezza di oltre 4,72 metri, un’altezza di 1,42 e circa un centimetro in più di larghezza a beneficio di passaruota più dimensionati in grado di accogliere ruote da 18 pollici o in optional da 19 pollici.
All’esterno i mutamenti più marcati sono nell’anteriore che è stato ridisegnato (dal Centro stile Alfa) per conferire a questa berlina equilibrio di forme gradevole e seducente. Il tradizionale e classico scudetto Alfa ha uno sviluppo più verticale e con le due prese d’aria laterali “compongono” il trittico del Biscione con stilemi del passato. I gruppi ottici anteriori mantengono la linea sottile con vetri senza prismature ed anche i paraurti sempre a filo con la fiancata, caratterizzata da qualche cromatura, conservano l’originale impostazione.
Anche all’interno nessuna rivoluzione, ma una rivisitazione intelligente di quello che già era l’abitacolo, che ora è più luminoso grazie anche a rivestimenti e trattamento dei colori nuovi mentre la plancia ed altri dettagli accessori sono stati lievemente ritoccati (ad esempio il volante è di intonazione sportiva a 3 razze, ispirato a quello della 147, e il rivestimento della console è d’alluminio). Anche la meccanica è quella dell’attuale 166 ma riveduta e corretta per il necessario aggiornamento. Ma davanti (ri)troviamo l’avantreno a quadrilateri e dietro il multilink ma con accentuazione del compromesso sportività-comfort-qualità.
I motori sono tutti noti con due debutti. Quelli già conosciuti ed apprezzati sull’attuale 166 sono i benzina 2.0 Ts 150 cv, 2.5 V6 24v 188 cv, 3.0 V6 220 cv e il Diesel 2.4 Jtd 150 cv. I debuttanti, ma visti su altre auto del Gruppo Fiat, sono il benzina 3.2 V6 24v 240 cv e il turbodiesel a 5 cilindri 2.4 Multijet 20v 175 cv. Quanto ai cambi, oltre al meccanico a 6 marce c’è un nuovo automatico giapponese 5 marce Aisin. Gamma con tre allestimenti Impression, Progression e Distinctive con l’aggiunta di una versione TI, anche questa sigla cara all’Alfa, con assetto più ribassato. Sistemi di sicurezza ai massimi livelli ed equipaggiamenti di serie tali da potere fronteggiare la concorrenza tedesca.

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.