Ford come Volkswagen. Il costruttore di Volksburg ha anticipato l’arrivo della quinta edizione della Golf presentando la versione monovolume, la Touran. Il costruttore dell’ovale anticipa l’arrivo della nuova Focus, che sostituirà quella attuale nata nel 1998, con la versione monovolume, la C-Max.
Focus C-Max è una monovolume compatta di segmento C che si inserisce nell’area di mercato “inventata” dalla Renault con Mégane Scénic, che proprio in questi giorni arriva nelle concessionarie della marca francese nella sua ultima versione, in cui anche Opel con Zafira, e più recentemente Volkswagen con Touran, hanno deciso di svolgere ruoli importanti nel contesto delle rispettive vendite.
C sta per Comfort-Confidenza-Controllo ovviamente al Massimo, ovvero al Max. Rispetto alle tre citate monovolume, Focus C-Max in quanto a design non innova né anticipa stilemi del futuro. Reinterpreta il new-edge che Ford ha divulgato da qualche anno e che proprio con la Focus ha avuto la sua massima espressione. Il suo si può definire un design classico, “abito” realizzato sul pianale della Focus della quale è più lunga di 5 centimetri, più larga di 4 e più alta di circa 15 centimetri. Ha una linea slanciata, sotto certi aspetti sportiva, rinvigorita da parafanghi “muscolosi”. In poche parole uno stile lineare e pratico, ripreso dalla Focus della quale ripropone il frontale.
In verità, delle tre rivali solo Scénic si distingue per il suo design innovativo che ripropone gli stilemi della poco fortunata Avantime, mentre anche Zafira, con la quale C-Max ha alcune somiglianze, e Touran sono stilisticamente poco innovative.
All’interno C-Max presenta un abitacolo comodo e confortevole, soluzioni anche in questo caso più razionali che innovative, come le rivali d’altronde, con un’abitabilità riservata a 5 persone e i 3 sedili posteriori più alti rispetto a quelli anteriori a garanzia di una migliore visibilità dei passeggeri che possono diventare 2 ripiegando a portafoglio quello centrale e rientrando verso l’interno con semplici manovre i due esterni, sistema che è stato anticipato da Opel su Meriva, monovolume di segmento B che nasce dal pianale della Corsa. La modularità dell’abitacolo (ben strutturato, definito e curato con scelta di materiali e di plastiche da auto di segmento superiore) e dell’ampio bagagliaio assicurano viaggi confortevoli anche nella configurazione a 5 posti.
La meccanica è quella della Focus, ma il sistema delle sospensioni posteriori multilink “control blade” è stato migliorato per garantire maggiore precisione in curva anche grazie allo sterzo dotato di un servo elettroidraulico, sensibile alla velocità, che risponde in modo “intuitivo” ai comandi del pilota e grazie all’elevata rigidità torsionale e all’ottimo assorbimento degli urti (in questo contesto il telaio è stato realizzato con nuove strutture sulla parte inferiore ed ai lati della carrozzeria per deviare l’energia d’urto dagli occupanti in caso d’incidente).
Sicurezza nel segno dell’elettronica della quale ormai non si può fare a meno ed anzi sempre più sofisticata. L’impianto frenante propone 4 dischi, di diametro differente a seconda che la versione sia Diesel common rail o benzina, e il sistema antibloccaggio Abs ha ripartitore elettronico della frenata Ebd e assistenza alla frenata d’emergenza Eba ed è supportato dall’Esp, che però è in optional su tutte le versioni. Inoltre sulla C-Max fa l’esordio il freno di parcheggio elettronico Epb (optional sulle versioni Trend mentre è standard su Ghia) che ha eliminato la tradizionale leva a mano sostituita da un bottone di attivazione che si inserisce automaticamente quando la C-Max è stata parcheggiata e chiusa a chiave e si disinserisce quando si mette in moto e si innesta una marcia, anche la retromarcia.
Le altre novità che la Focus C-Max esibisce sono nel parco motori. A cominciare dai due nuovi Duratorq TDCi turbo common rail sviluppati in collaborazione con Psa (Peugeot-Citroën): 1.6 109 cv e coppia di 240 Nm a soli 1.750 giri e 2.0 136 cv e coppia di 320 Nm a 2.000 giri, entrambi in linea con le normative sulle emissioni Euro III, che si aggiungono ai Duratorq TDCi già noti nella gamma Ford di Focus e Mondeo. Al lancio, a settembre, la C-Max potrà contare anche sul motore a benzina 1.8 120 cv 16v 165 Nm di coppia a 4.000 giri mentre per quanto riguarda i cambi in abbinamento al motore turbodiesel common rail 2.0 è previsto il manuale a 6 marce presentato sulle più recenti versioni della Mondeo, progettato per esaltare le qualità dinamiche della monovolume, la cui scatola Mmt6 è stata realizzata in joint venture con la specialista Getrag, che è una società del vasto impero Ford (per le altre motorizzazioni è previsto il cambio a 5 marce, collaudato su altri modelli dell’attuale gamma Ford).
Anche se C-Max troverà un concorrenza agguerrita e dalla “fama” consolidata, le chances della monovolume Ford, soprattutto in Italia, sono notevoli e tutto dipenderà dai prezzi in rapporto agli equipaggiamenti.
Massimo Pasanisi, presidente e amministratore delegato di Ford Italia, manifesta una buona dose di ottimismo: <>.

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Renato Cortimiglia
Fondatore di AutoMotoNews, ha lavorato in Gazzetta del Sud con vari incarichi, tra cui la responsabilità della pagina motori. Vincitore di numerosi premi e insignito di diversi riconoscimenti per l’attività divulgativa svolta nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza e l’ecologia.