Roma – Dall’1 Novembre sono entrati ufficialmente in vigore i nuovi abbonamenti “maggiorati” (già in vendita dal 25 Ottobre scorso) relativi ai treni ad Alta Velocità, Eurostar ed Eurostar City.
Le reazioni dei pendolari non si sono fatte attendere e la polemica si va inasprendo.
Trenitalia dal canto suo ammette gli aumenti, ma ritiene che siano molto più contenuti di quanto si voglia fare credere: «Rispetto ai prezzi pagati in precedenza dai pendolari per viaggiare sui treni di qualità – fanno sapere dall’ufficio stampa di Ferrovie dello Stato – l’introduzione delle nuove tipologie di abbonamenti ha determinato una variazione media ponderata di circa il 6%, con un range che va da -40% dei prezzi dell’Eurostar City a un +15% per quelli dei Treni Alta Velocità. I nuovi prezzi degli abbonamenti sono pari a circa cinque viaggi di andata e ritorno con uno sconto su 40 viaggi mese, effettuati a tariffa piena, del 75 per cento. Ad esempio sulla tratta Bologna – Firenze, il prezzo che l’abbonato ES deve pagare per un posto di seconda classe è di 170 euro, inferiore di 18 euro rispetto al prezzo precedentemente pagato di 188 euro».
Fatti inopinabili, come lo è anche il costo dell’abbonamento mensile per la tratta Roma-Milano che costa 807,50 euro, per la prima classe contro i 560,50 euro della seconda. Prima di questo nuovo abbonamento si pagava 439 per la prima e 335 per la seconda classe. Tradotto, un aumento dell’84%, che non comprende il costo della prenotazione (3 euro a tratta).
Ma anche per questo le Fs hanno una spiegazione : prima non esisteva un abbonamento mensile per gli Eurostar. Per accedere ai treni ES bastava avere un abbonamento IC, e pagare un “diritto di ammissione” ogni volta che si voleva salire sul treno. In concreto, l’abbonato aveva la possibilità di acquistare un carnet di venti tagliandi, del costo di 40 euro, che dava diritto – con un tagliando aggiuntivo di 2 euro – di salire sul convoglio. Anche in questo caso, tuttavia, l’abbonato non aveva garanzia del posto. Per non rischiare di fare un piaggio in piedi, il pendolare aveva la possibilità di recarsi in biglietteria, dove trasformava il proprio tagliando in prenotazione, senza alcuna maggiorazione di prezzo. Oggi l’abbonamento esiste, è nominale, ha validità mensile, permette i effettuare un numero illimitato di viaggi sullo stesso collegamento, in entrambe le direzioni. Chi acquista questo tipo di abbonamenti non ha la garanzia del posto: se l’abbonato intende prenotare il posto a sedere, deve pagare 3 euro in più che si aggiungono al costo dell’abbonamento.
Sempre sul fronte polemiche, le Ferrovie dello Stato hanno anche fatto sapere che  ricorreranno al Tar per le multe da 845mila euro comminate da Antitrust.
Mauro Moretti, a.d. di Fs ha detto al riguardo: <<Non capisco il perché di queste sanzioni – ha detto – dovute ad alcune informazioni commerciali a giudizio dell’Antitrust poco chiare. E’ il caso dei rimborsi per i ritardi, e ne sono stupito, perché nessuno ci impone questi rimborsi>>. (ore 11:54)