Affondano Auto e Moto in Ottobre. La crisi non è solo italiana

Affondano Auto e Moto in Ottobre. La crisi non è solo italiana

Bologna – Una debacle di proporzioni decisamente inquietanti quella del mercato auto in Ottobre, come è emerso dai dati diffusi ieri dal ministero dei Trasporti. Che il settore automobilistico fosse in affanno, era sotto gli occhi di tutti, che nel mese appena concluso si sarebbe registrato un calo addirittura del 18,9% cono sole 167.940 autovetture immatricolate, deve essere stato un brusco risveglio per quanti ottimisticamente dopo il calo contenuto del 5,5% registrato in Settembre (con due giorni lavorativi in più, ndr.), si sarebbero aspettati sì un segno meno ma non di quest’entità. Si tratta di 39.109 vendite in meno, che portano la flessione dei primi dieci mesi dell’anno a una perdita di 255.590 vendite (-11,97%), frutto della differenza fra 2.134.755 targhe consegnate nei primi dieci mesi dello scorso anno e il 1.879.165 di quest’anno.
Il risultato di ottobre è il peggiore, per questo mese dell’anno, degli ultimi 12 anni
(144.248 targhe nel 1996).
A ben guardare, però, il calo subito dal mercato italiano poteva essere ancora più pesante dal momento che il settore dell’auto era già in serie difficoltà dall’inizio del 2008 ed ha subito il mese scorso il pieno impatto della crisi di fiducia determinata dalla vicenda Lehman Brothers e dagli avvenimenti che l’hanno seguita.
Il quadro che si prospetta per i restanti 3 mesi del 2008, quindi, potrebbe colorarsi di tinte ancora più fosche se i consumatori italiani non recupereranno almeno in parte il loro potere d’acquisto. Ma non è detto che nemmeno questo basti ad alleviare la crisi di settore.
Coerentemente con quanto avvenuto nel resto d’Europa, e praticamente in tutto il mondo, infatti, in Ottobre tutti gli indicatori di fiducia italiani determinati dall’Isae sono in calo, con contrazioni particolarmente pesanti per i settori più importanti (imprese manifatturiere ed estrattive, imprese del commercio al minuto e della grande distribuzione, imprese dei servizi). Un forte deterioramento subisce anche il clima di fiducia del settore auto determinato dal Centro Studi Promotor sintetizzando i risultati delle sue inchieste congiunturali mensili. In Ottobre l’indicatore fa registrare il nuovo minimo assoluto dal 1993 (anno in cui si iniziò a determinarlo) e tocca quota 15,6 scendendo di oltre un punto rispetto al minimo precedente (16,8) registrato nel giugno scorso. I giudizi dei concessionari che più incidono negativamente sono quelli relativi alle consegne a clienti, agli ordini e alle previsioni. Le consegne vengono indicate su bassi livelli dall’84% dei concessionari e gli ordini dal 90%, mentre gli operatori che si attendono una ulteriore diminuzione della domanda sono il 70%. Colpisce, nella rilevazione del Centro Studi Promotor, il fatto che ben il 96% dei concessionari indichi su livelli bassi la remuneratività delle vendite in Ottobre. Anche questo è un record negativo.
Sulla base di un preliminare scambio di dati fra Anfia e Unrae, nel mese sono stati siglati oltre 174.000 contratti, con un calo del 15% rispetto a ottobre 2007. I contratti siglati da inizio anno si attestano a quasi 1.740.000. La flessione registrata in confronto ai primi dieci mesi dello scorso anno è del 17,5%, più marcata, quindi, del trend del mercato.
Lancia un grido d’allarme anche il presidente di Federcaipa (Associazione che rappresenta il settore delle concessionarie auto operanti in Italia), Vincenzo Malagò, che afferma :<<La situazione è particolarmente preoccupante, non solo per la nuova flessione delle immatricolazioni, ma per la forte caduta degli ordini presso le
concessionarie a conferma delle grandi difficoltà delle famiglie italiane. Le concessionarie entreranno nel 2009 con un forte appesantimento economico – prevede Malagò – senza la possibilità di usufruire di ammortizzatori sociali di cui il settore, a differenza dell’industria, è privo. La crisi di mercato fa emergere oggi le
conseguenze dei notevoli sforzi compiuti dalle concessionarie negli ultimi mesi per
garantire gli acquisti di prodotto dai costruttori e fa capire che è difficile sostenere i volumi di vendita e il servizio al cliente. In questo contesto – ha concluso – le concessionarie sono oltretutto penalizzate dal tetto alla deduzione degli interessi passivi, introdotto dalla Finanziaria 2008>>.
E’ evidente lo scoramento per l’attuale situazione anche nelle parole del presidente dell’Unrae, Salvatore Pistola, che ha commentato:<<E’ ormai evidente che la crisi finanziaria è penetrata strutturalmente nelle dinamiche del mercato dell’auto. Appare chiaro – ha aggiunto il presidente dell’Unrae – che un rilancio della
domanda di auto nuove offrirebbe un contributo rilevante alla ripresa dei consumi e
alla crescita del PIL, ma porterebbe anche – attraverso una continua e progressiva
riduzione del consumo di carburante e delle emissioni – a rendere meno difficile il
raggiungimento degli obiettivi di riduzione della CO2, previsti dall’Unione Europea
nel breve/medio periodo. Dal punto di vista del credito – ha detto ancora Pistola – è oltremodo importante la disponibilità del sistema finanziario a valutare senza pregiudizi la domanda dei consumatori, favorendone – ogni qualvolta possibile – il naturale impulso alla sostituzione delle loro vecchie automobili>>.
E’ un momento molto difficile, infatti, per la maggioranza delle famiglie italiane che, quando non possono farne a meno, orientano sulle auto di piccole dimensioni, come si desume dalla struttura del mercato di ottobre e dell’intero periodo, elaborata dall’Unrae, che ha visto le city car crescere di oltre 3 punti di quota, avvicinandosi in Ottobre ad un quarto dell’intero mercato, in contrapposizione con la forte flessione delle vetture del segmento B, che hanno registrato – nello stesso mese – una contrazione del 28,1%.
Dalla struttura del mercato elaborata dall’Unrae, inoltre, emerge che le vetture a minimo impatto ambientale (Gpl, metano, ibride, elettriche, ecc.) sono in piena crescita (8,4% di quota di mercato), che il diesel prosegue la sua flessione (48% di quota contro il 56% di un anno prima) e che le auto con motori a benzina sono in pieno recupero (il 43,6% del mercato contro il 39,3% dell’ottobre 2007).
Quanto all’analisi delle immatricolazioni, in un contesto di mercato sfavorevole, si
segnala il miglioramento della quota delle marche nazionali (Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Ferrari, Maserati, Lamborghini) che conquistano 2,3 punti passando dal 30,7% al 33%. Le circa 55.500 unità registrate nel mese (-12,8%) evidenziano una flessione più contenuta rispetto a quella del mercato in generale, anche per effetto del lancio di nuovi modelli come Alfa Romeo MiTo e Lancia Delta, quest’ultima già entrata a far parte delle dieci auto diesel più vendute nel mese. Anche considerando il cumulato da inizio anno, la quota migliora: 32,1% vs il 31,4% del pari periodo del 2007, mentre i volumi complessivi superano le 604.000 unità.
Ancora i modelli nazionali ai primi posti della top ten in ottobre: in testa Fiat Panda (13.158), seguita da Fiat Punto (10.806) e da Fiat 500 (9.156) e, al quinto posto, Lancia Ypsilon (3.692).
Sommando le immatricolazioni di Panda e 500, modelli del segmento A, Fiat Group Automobiles sfiora il 59% del totale delle vendite in questo segmento.
Stabili, invece, le vendite di autovetture con motorizzazione diesel rispetto al mese scorso.
La quota raggiunta in ottobre è pari al 48%, mentre da inizio anno si attesta al 51,1%.
Tra le dieci auto con alimentazione a gasolio più vendute figurano, al primo posto Fiat Punto (4.479); a seguire, al settimo posto, Fiat Bravo (1.931), al nono Lancia Delta (1.754) e al decimo Fiat 500 (1.714).
Infine, segni di rallentamento giungono anche dal mercato dell’usato, che evidenzia, nel
mese, un calo del 4,1%,con poco più di 476.000 passaggi di proprietà al lordo delle minivolture (quasi 496.500 a ottobre 2007). Nel cumulato da inizio anno, il trend si mantiene appena positivo (+0,5%) per un totale di quasi 4.210.000 transazioni.
Lancia un grido d’allarme anche il presidente di Federcaipa (Associazione che rappresenta il settore delle concessionarie auto operanti in Italia), Vincenzo Malagò, che afferma :<<La situazione è particolarmente preoccupante, non solo per la nuova flessione delle immatricolazioni, ma per la forte caduta degli ordini presso le
concessionarie a conferma delle grandi difficoltà delle famiglie italiane. Le concessionarie entreranno nel 2009 con un forte appesantimento economico – prevede Malagò – senza la possibilità di usufruire di ammortizzatori sociali di cui il settore, a differenza dell’industria, è privo. La crisi di mercato fa emergere oggi le
conseguenze dei notevoli sforzi compiuti dalle concessionarie negli ultimi mesi per
garantire gli acquisti di prodotto dai costruttori e fa capire che è difficile sostenere i volumi di vendita e il servizio al cliente. In questo contesto – ha concluso – le concessionarie sono oltretutto penalizzate dal tetto alla deduzione degli interessi passivi, introdotto dalla Finanziaria 2008>>.
Seppure non è certo il caso di essere ottimisti, in questo quadro non manca tuttavia qualche elemento favorevole nel senso che si affievoliscono alcuni fattori che hanno contribuito a determinare la debolezza della domanda di auto nella fase che ha preceduto la crisi di fiducia dell’ultimo mese. In particolare questo è riferibile al prezzo dei carburanti che, secondo gli ultimi dati ufficiali (27 Ottobre), sono scesi, per la benzina, a 1,266 euro al litro dal record di 1,532 euro al litro raggiunto il 14 luglio e, per il gasolio, a 1,232 euro al litro dal record di 1,528 euro al litro raggiunto sempre il 14 luglio. L’altro elemento di minore negatività è il calo del costo del denaro, che è un aspetto molto importante dato il largo ricorso al credito per l’acquisto di auto. Certo, questi soli elementi non bastano per dare un impulso significativo alla domanda e la speranza è che si intervenga in maniera incisiva per dare una mano anche a questo settore.
L’Acea, ad esempio, auspica un aiuto pubblico di 40 miliardi di euro per sostenere la produzione di veicoli che rispettino gli obiettivi di emissioni di Co2 previsti dall’Unione europea. <<I sostegni potrebbero arrivare attraverso la Banca di investimenti europea>>, ha spiegato il commissario europeo per l’industria, Guenter Verheugen dopo aver incontrato i vertici delle case automobilistiche. L’Associazione europea dei costruttori di auto (Acea) sostiene che la crisi economica e l’oscillazione della fiducia del consumatore hanno reso particolarmente difficile il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2 per le auto del 18% entro il 2012.
In ogni caso la crisi del mercato auto non è riferibile solo all’Italia ma viene avvertita in maniera pesante in tutta Europa
In Francia il mercato dell’auto ha registrato a ottobre un calo del 7,3%, a 175.014 unità. Lo ha reso noto l’associazione dei costruttori francesi, precisando che nei primi 10 mesi dell’anno ha invece registrato una progressione del 2,3%, a 1.750.779 unità.
Il gruppo Fiat è quello che ha ottenuto il mese scorso i migliori risultati con un aumento delle vendite del 33,9%, a 8.168 unità, e il marchio Fiat che si è involato del 42%, a 6.652 unità.
A ottobre le marche francesi hanno registrato un calo dell’8,1% e quelle estere del 6,5%.
Dei gruppi francesi, che complessivamente controllano il 53,1% del marcato, è Renault ad aver maggiormente sofferto con vendite in calo del 9,8% a 41.659 unità a livello di gruppo e del 12,6% a livello di marca (37.956). Psa Peugeot Citroen ha registrato un calo del 4,7%, a 54.967 unità, con Citroen stabile a 26.193 unità e Peugeot in calo dell’8,6%, a 28.774.
Dopo Fiat Group, sul fronte delle marche estere solo il gruppo Volkswagen ha registrato un aumento delle vendite (+3,8%, a 22.098 unità), mentre tutte le altre accusano una flessione.
La più colpita è la Hyundai con -45,8%, a 1.255 unità, seguita dalla GM con -29,4%, a 5.978, dalla Ford con -18,1%, a 10.364, dal gruppo Mercedes con -17,4%, a 5.895, dalla Nissan con -9,1%, a 3.113, dalla Toyota con -3,8%, a 8.680 e infine dalla Bmw con -1,5%, a 6.194.
In Spagna si registra un nuovo crollo della vendita di automobili: dopo i record di agosto (-41%) e settembre (-32%), a ottobre il calo è stato del 40% rispetto allo stesso mese del 2007. Si tratta del peggior dato della storia per il decimo mese dell’anno nel paese iberico, e il terzo peggiore di sempre. Secondo i dati resi noti dalle associazioni spagnole del settore, a ottobre sono state immatricolate 77.660 unità contro 129.384 dell’anno scorso. Sui primi 10 mesi dell’anno, le vendite sono calate del 23,8%, con una perdita di 320.000 unità rispetto al periodo gennaio-ottobre 2007.
I dati sulle vendite completano il quadro di un settore in piena crisi: in Spagna diversi costruttori, fra cui Nissan, General Motors e Seat hanno annunciato licenziamenti e piani sociali per ridimensionare la produzione.
Ma anche il mercato statunitense non sta messo meglio: Bmw vede l’utile crollare di oltre il 60% nel III trimestre e rinuncia a qualsiasi indicazione sugli obiettivi 2008. Il gruppo automobilistico ha registrato un calo degli utili del 63% a 298 milioni di euro e una contrazione dei ricavi dell’8,6% a 12,6 miliardi e vendite crollate a -45% a 170.585 unità. Più in dettaglio le vendite di autoveicoli pesanti sono scese del 51% a 97.119 unità, mentre quelle di auto sono diminuite del 34,3% a 73.466. Per General Motors ottobre, in termini di vendite, e’ risultato il mese peggiore dalla seconda guerra mondiale. 
Ford dal canto suo ha visto precipitare le vendite del 30,2%: in dettaglio, le vendite di automezzi pesanti sono calate del 30,3% a 88.267 unità e quelle di automobili del 26,8% a 40.854 unità.
Difficoltà anche per Toyota che ha visto scendere le vendite dei propri autoveicoli 23% catalogando il mese di Ottobre 2008 come il mese peggiore degli ultimi dieci anni.
Tornando all’Italia, barcolla nel Bel Paese anche il settore delle due ruote se guardato nel complessivo dei nove mesi in cui viene a registrarsi un poco incoraggiante -9,9% delle moto e un più modesto -3,7% per gli scooter di grossa cilindrata, mentre i cinquantini mantengono invariati i valori di immatricolazione. Le proiezioni sul mese di Ottobre 2008 riportate da Guidalberto Guidi, presidente dell’Aicma (Associazione confindustriale per il ciclo, motociclo e accessori) non sono affatto rosee.
<<Il mese di Ottobre si è chiuso in calo e anche l’anno – ha fatto sapere Guidi anticipando i dati che dovrebbero essere resi noti oggi – si chiuderà negativamente. Ho avuto assicurazione dal ministro Claudio Scajola – ha aggiunto però il presidente Acma – che se nel 2009 ci saranno degli incentivi per altri settori industriali ci saranno anche per moto e scooter. Queste agevolazioni – ha spiegato – aiuteranno i consumatori a guidare mezzi con minore impatto ambientale accelerando il ricambio del circolante verso moto e scooter che consumano e inquinano molto meno>>.
Insomma, un po’ nell’intero mercato del Trasporto (a quattro e due ruote) è estremamente difficile ragionare in termini ottimistici e resta solo da sperare che un “nuovo miracolo economico” torni a dare linfa all’industria italiana e risvegli al contempo, come dicevamo, la propensione al consumo degli italiani.
Di seguito la top ten, distinta in benzina e diesel, dei modelli di autovetture più venduti in Italia in Ottobre.
Benzina:
1 FIAT PANDA 13.158
2 FIAT PUNTO 10.806
3 FIAT 500 9.156
4 FORD FIESTA 7.208
5 LANCIA YPSILON 3.692
6 FORD FOCUS 3.653
7 OPEL CORSA 3.372
8 VOLKSWAGEN GOLF 3.287
9 TOYOTA YARIS 2.873
10 AUDI A4 2.863
Diesel
1 FIAT PUNTO 4.479
2 FORD FIESTA 3.697
3 FORD FOCUS 2.684
4 AUDI A4 2.672
5 OPEL CORSA 2.206
6 VOLKSWAGEN GOLF 1.979
7 FIAT BRAVO 1.931
8 NISSAN QASHQAI 1.929
9 LANCIA DELTA 1.754
10 FIAT 500 1.714 (ore 10:00)

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