Roma – Assosegnaletica, l’associazione tra le aziende produttrici di segnaletica stradale aderente ad Anima/Confindustria, ha rivelato che il 45,8% dei segnali stradali italiani, che sono almeno il 15% in eccesso rispetto al necessario, non rispetta le normative in materia mettendo a rischio la sicurezza di automobilisti e pedoni.
L’associazione ha chiesto di destinare 350-400 milioni di euro in tre anni per il rifacimento dei cartelli fuorilegge, e almeno 80-100 milioni per la manutenzione annuale. La qualità ei segnali stradali italiani, secondo l’associazione, lascia molto a desiderare: la loro età media è 12 anni e spesso sono disposti “in maniera discutibile”, mentre a volte – è il caso di alcune strisce pedonali nelle grandi città – sono letteralmente invisibili perché cancellati dal quotidiano passaggio dei veicoli e non più rinnovati.
Uniche isole felici nel panorama nazionale della segnaletica stradale sembrano essere Trentino e Piemonte. Per contribuire al miglioramento della sicurezza stradale e rilanciare il comparto in difficoltà (i bandi di gara di segnaletica negli ultimi due anni sono diminuiti di circa il 40%) Assosegnaletica ha lanciato una serie di proposte. Rottamare i segnali obsoleti e senza marchi, predisporre una segnaletica maggiormente visibile in particolare per l’utenza debole (scuole, pedoni, anziani ma anche i tir nelle aree urbane dove i segnali sono “concepiti soprattutto per le automobili”) sono le azioni concrete chieste dall’ associazione.
L’associazione ha anche deciso di lanciare, nel 2009, una campagna di comunicazione per aiutare gli utenti “a individuare la buona e cattiva segnaletica e aiutare gli amministratori locali nella realizzazione dei segnali”.  (ore 11:59)