Roma – Sono 29 milioni le bici vecchie e nuove che “trovano alloggio” nelle case degli italiani e sarà anche per questo che negli ultimi anni i chilometri di piste ciclabili urbane sono più che raddoppiati: in tutta Italia erano mille nel 2000, sono diventati 2.400 nel 2007. Certo, sempre poca cosa rispetto ai 1.500 chilometri della sola Helsinki ma almeno la tendenza è positiva. In teoria. Nello stesso periodo la percentuale degli spostamenti in bicicletta sul totale dei movimenti in città è rimasta bloccata, come in un ingorgo all’ora di punta: era del 3,8 per cento nel 2000 e nel 2007 non si è spostata di una virgola.
Uno studio dell’Isfort — l’Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti — dice che la metà di chi usa la macchina in città percorre tragitti comodamente pedalabili: oltre il 50% degli automobilisti urbani si ferma sotto i 5 chilometri fra andata e ritorno.
Su queste distanze la bicicletta è la soluzione migliore: per fare tre chilometri ad andatura tranquilla basta un quarto d’ora, compreso il tempo per slegare e legare la bici. Sono tante le ciclabili che restano deserte perché semplicemente inutili, buttate lì per guadagnare qualche posto nelle classifiche ambientali ma lontane dai tragitti quotidiani di chi vive in città. È un po’ il caso di Roma dove la ciclabile che corre lungo il Tevere è deserta, abbandonata e quando fa buio anche pericolosa. A Copenaghen, dove al lavoro va in bici uno su tre, i chilometri di ciclabile sono 320. Ben 307, praticamente tutti, sono in realtà bande ciclabili, cioè porzioni delle strade attraversate da auto e bus ma riservate a chi pedala. Strade normali, di quelle che si usano per andare al lavoro o a scuola, e che non servono solo per una passeggiata prima del pranzo della domenica.
Anche il bike sharing è rimasto solo uno spot. Le prime biciclette in affitto — quelle che si trovano in centro, gratis oppure ad un prezzo simbolico — le abbiamo inventate noi, a Ravenna nel 2000. Ma mentre l’Italia è rimasta ferma gli altri sono andati avanti: nella sola Lione ce ne sono più che in tutta Italia. Le soluzioni in realtà ci sarebbero anche, il problema è trovare qualcuno a cui interessi metterle in pratica in un Paese di comodisti e autodipendenti come il nostro. (ore 14:34)

NO COMMENTS

Leave a Reply