Torino – Da una serie di dati raccolti dal Sole 24 Ore, quotidiano economico italiano, è risultato che le azioni Fiat sono quelle più “amate” dai trader italiani e non e la turn-over velocity, ovvero la velocità con cui le azioni passano di mano, della società guidata da Sergio Marchionne, nei primi nove mesi del 2008, è pari al 1.056,72%.  Se si considera che un rapporto di turnazione, su base annua, del 100% indica che almeno una volta l’intero capitale è passato di mano ben si può capire quanta operatività si è concentrata sulla casa automobilistica torinese. Un interesse confermato anche dal controvalore totale dei contratti: 124,469 miliardi di euro. Due cifre di gran lunga più grandi di tutte quelle che caratterizzano le altre big del listino.
«È uno dei titoli – spiega Sergio Pigoli, presidente di Pigoli Associati – che da sempre ha un’alta rotazione del capitale, e questo per vari motivi. In primis, perché nell’immaginario collettivo è il maggiore titolo industriale italiano. Inoltre, va ricordato che il Lingotto è oggetto di un’intensa attività di arbitraggio con altre case automobilistiche .
Prima tra le grandi di Piazza Affari, ovviamente dopo Fiat, è UniCredit. La banca guidata da Alessandro Profumo può vantare una velocità sugli scambi delle azioni del 336,97% con un valore dei contratti di 153,784 miliardi. Un dato, quest’ultimo, che non deve stupire: è ovvio che, nonostante il valore più basso della turn over velocity, la maggiore “ampiezza” dei pezzi fa sì che la ricchezza scambiata in Borsa molto alta, anche superiore a quella della Fiat. Bhe, comunque Sergio Marchionne non ha certo di che lamentarsi data la tenuta dei titoli e delle immatricolazioni nonostante la crisi economica italiana. (ore 10:09)