Roma – Calano del 14,5% le immatricolazioni di auto nuove in Europa attestatesi in Ottobre a quota 1.134.031 unità, come rivelato dall’Acea. Com’era prevedibile il settore ha risentito dell’onda d’urto della crisi finanziaria mondiale e l’impatto, com’è evidente, è stato pesante.
Nei primi 10 mesi il calo è stato del 5,4% a 12.852.387. In Italia, a Ottobre, la flessione è del 18,9% a 167.940 unità (-5,5% a settembre) e nei dieci mesi arriva a -12% a 1.879.165. Il gruppo Fiat in Europa ha venduto a ottobre 93.952 auto (-7,9%) con una quota di mercato all’8,3% (7,7% un anno prima), che lo fa diventare il quarto costruttore europeo a pari merito con Renault.
A livello di paesi, a eccezione dell’Austria (+4%) tutti i mercati hanno registrato una contrazione. Il mercato irlandese e spagnolo sono scivolati rispettivamente del 54,6% e del 40% a ottobre e del 18,25 e 23,8% nei dieci mesi del 2008. In Spagna le registrazioni di Ottobre si sono attestate al minimo dal 1995. Nel Regno Unito la domanda di nuove auto è scesa del 23% nel mese scorso e dell’8,8% da Gennaio a Ottobre. In Italia le immatricolazioni sono scese per il decimo mese consecutivo (-18,9%), con un calo del 12% nei dieci mesi e in Germania il ribasso è stato dell’8,2% rispetto al già debole mese di ottobre del 2007. In Francia il mercato dell’auto ha segnato un calo del 7,4%.
Nei dieci mesi del 2008, sia la Germania sia la Francia hanno mostrato un numero stabile di nuove registrazioni rispetto al 2007 con un incremento rispettivamente dello 0,3% e del 2,2%.
È calata a Ottobre anche la domanda di veicoli nei nuovi paesi membri dell’Unione Europea (-3,3%) mentre nei dieci mesi la crescita è stata del 2,5%. A livello di singoli paesi la Polonia ha mostrato un incremento del 12,3% a ottobre e del 9% nel periodo gennaio-ottobre, consolidando la propria posizione di mercato più importante mentre la Romania, nonostante una flessione del 10,6%, a ottobre resta il secondo più grande mercato.
La prima ragione del forte calo di Ottobre, ha sottolineato il Centro Studi Promotor,è sicuramente il crollo della fiducia dei consumatori e delle imprese diffuso in tutti i paesi, ma con punte di accentuato pessimismo in Spagna e forti peggioramenti anche in Germania, Francia, Italia e Regno Unito. La crisi di fiducia ha colpito il mercato europeo dell’auto in una fase in cui era già in difficoltà. Dopo un andamento complessivamente positivo nei primi quattro mesi dell’anno (+1% nel consuntivo a fine aprile delle immatricolazioni), da Maggio i bilanci mensili dell’auto europea sono sistematicamente in rosso e secondo i dati pubblicati oggi a fine ottobre le immatricolazioni nell’area accusano un calo del 5,4%.
La contrazione della domanda nella fase precedente la deflagrazione della crisi finanziaria globale d’autunno è attribuibile essenzialmente a due fattori. Il primo è costituito dalle crescenti difficoltà per ottenere credito al consumo. Com’è noto una parte molto rilevante degli acquisti di auto avviene con ricorso al credito. Questa pratica, nel 2008, ha trovato crescenti difficoltà per l’aumento delle insolvenze, difficoltà che naturalmente sono fortemente aumentate con il tornado finanziario di settembre. In mancanza di credito al consumo la maggioranza delle famiglie europee non dispone di mezzi sufficienti per acquistare nuove auto e si pone quindi il problema di politiche che portino, non tanto nuovo credito, quanto più denaro nelle buste paga dei lavoratori e dei pensionati. La questione non riguarda soltanto il mercato dell’auto, ma l’intera economia reale. Il secondo fattore che ha penalizzato la domanda di auto nella prima parte del 2008 è stato il forte rincaro dei carburanti. Questo elemento negativo per il mercato dell’auto si è attenuato con le apprezzabili riduzioni dei prezzi alla pompa che si stanno verificando, ma, dato il quadro generale, l’impatto positivo sulla domanda di auto dell’inversione di tendenza dei prezzi di benzina e gasolio è nullo.
Per quanto riguarda i prossimi mesi le previsioni sono molto difficili. Si può tuttavia ritenere che, per evitare che il quadro peggiori ulteriormente. (ore 10:30)

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