Alitalia: presentata offerta da Sabelli a Fantozzi

Alitalia: presentata offerta da Sabelli a Fantozzi

Roma — Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha ricevuto dalle mani dell’a.d. di Cai, Rocco Sabelli, l’offerta perfezionata per l’acquisto della compagnia.
Fantozzi e Sabelli hanno inizato a discutere sin dalla mattinata di ieri sul prezzo proposto da Cai, pari a un miliardo, e sulla composizione dell’offerta: 285 milioni in contanti e il resto in accollo di debiti, per ricontrarsi in serata al ministero dello Sviluppo economico, dove è stata presa la decisione di aggiornare tutto a oggi.
La discussione si è incentrata sulla richiesta di Fantozzi di rimodulare l’offerta, aumentando la parte in contanti, in modo da poter garantire ai creditori della «bad company» un maggior ristoro. Secondo indiscrezioni, il punto di equilibrio potrebbe trovarsi a quota 300 milioni in contanti, con tempi accorciati da 18 mesi a 12 per il saldo finale. Evidentemente le parti non dovevano essere poi così lontane dal momento che stamani l’a.d. Sabelli ha dichiarato: <<Ho consegnato stamattina l’offerta perfezionata in ogni suo aspetto al professor Fantozzi dopo la lunga e intensa giornata di lavoro di ieri. Ora attendiamo fiduciosi l’esito delle sue valutazioni. Siamo confidenti sull’arrivo di una sua risposta positiva>>. 
Sempre ieri è arrivata la convocazione da parte del presidente dell’Enac, Vito Riggio, per il 21 novembre del commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, e dell’a.d. di Cai, Rocco Sabelli. La convocazione dovrà portare all’istituzione di un comitato di monitoraggio e di vigilanza sulla fase di transizione tra la compagnia Alitalia e il nuovo vettore.
Sul fronte sindacale, ieri le 9 sigle presenti in Alitalia hanno iniziato l’esame congiunto, al ministero del Lavoro, sulla procedura di cassa integrazione. L’incontro è stato aggiornato a venerdì in attesa dei chiarimenti richiesti dai sindacati sulle coperture assicurative e sanitarie, sulla validità dei brevetti e delle certificazioni e sul mantenimento di concessioni di viaggio in capo alla nuova azienda. Intanto i piloti dell’Anpac nel precisare che la posizione del sindacato «sarà sempre più dura», hanno lanciato sul loro sito Internet un sondaggio anonimo tra gli iscritti chiedendo se si intenda o meno aderire. Per concludere, quanto al partner straniero, è arrivato ieri dal premier Silvio Berlusconi un input ad Alitalia per valutare meglio l’ipotesi Lufthansa (sua preferita anche ai tempi dell’offerta unica di Air France), ma la novità è che l’invito alla partnership con i tedeschi arriva dopo un intenso confronto con il cancelliere tedesco Angela Merkel. <<Con il Cancelliere abbiamo parlato del dossier Alitalia e ci siamo trovati d’accordo: entrambi vediamo con molto favore una collaborazione tra Alitalia e Lufthansa>>, ha dichiarato Silvio Berlusconi aggiungendo: <<Ho espresso da parte nostra una apertura verso Lufthansa, ma non ho preso nessuna posizione; la scelta spetta esclusivamente alla nuova compagnia e noi non vogliamo intrometterci in alcun modo, anche se per noi Lufthansa va bene>>
Cai, comunque, continua ad andare per la propria strada: un incontro con i vertici di Air France è atteso tra venerdì e lunedì prossimo. Una decisione sulla scelta del partner estero non arriverà, dunque, prima della prossima settimana. Cai sta cercando di portare comunque i francesi e i tedeschi a una sorta di competizione. A questo proposito giocherà un ruolo importante il meccanismo del sovrapprezzo – approvato dall’assemblea Cai del 28 Ottobre – nell’ambito dell’aumento di capitale. Si tratta di un prezzo extra che verrà fatto pagare in aggiunta al valore nominale di un euro per azione. Per i soci italiani si tratterà di pochi centesimi di euro, ma per il partner estero non sarà così. Il sovrapprezzo è un sistema che consente a chi compra di mantenere immutata la percentuale del capitale rilevata (20% nel caso del partner), ma di versare molta più cassa di quanto non servirebbe per comprare quella quota. Questo significa, da una parte, che Cai non ritiene sufficienti (per garantire l’operatività delle nuova compagnia) i 200 milioni che il partner verserebbe per avere il 20% della società. Dall’altra, che se il partner estero verserà molto di più a quel punto vorrà più poteri nella gestione. (ore 10:00)

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