Detroit – General Motors, Chrysler e Ford hanno lanciato un SOS da 25 miliardi al governo per salvarsi dal fallimento. Rick Wagoner, numero uno del gruppo General Motors, alla commissione bancaria del Senato ha detto: “Questa crisi non riguarda solo Detroit. Si tratta di salvare l’economia Usa da un collasso drammatico”. Finalmente è stato definito quanto chiedono a testa i tre colossi dell’auto: 8 miliardi di dollari Ford, 7 Crysler e 10-12 miliardi GM.   Al Congresso sono intervenuti anche il senatore del Michigan, Debbie Stabenow, Rober Nardelli di Chrysler, Alan Mulally di Ford e Ron Gettelfinger , capo dei sindacati dell’auto.
E’ stata un’audizione tesa che si è conclusa con un appello drammatico dei capi azienda delle tre grandi dell’auto: se il Congresso non interverrà per aiutare il settore i tre colossi di Detroit potrebbero dover chiudere già nei primi mesi del 2009 e forse per la più debole, la GM, entro la fine dell’anno. Ma il Congresso per ora resiste. Anche alcuni democratici si sono uniti ai repubblicani che non vogliono erogare gli aiuti e il tempo stringe: se non si arriverà a un’intesa entro la fine di questa settimana si dovrà rimandare tutto a gennaio quando si insedierà un Congresso con un controllo più solido della maggioranza da parte dei democratici.
I tre, inoltre, hanno spiegato che una chiusura non porterebbe a una bancarotta temporanea, a una semplice seppure dolorosa riorganizzazione ma ad una vera e propria catastrofe: «Una volta chiusa, la nostra azienda non potrà rimettersi a lavorare nella normalità. Sarebbe davvero la fine» ha detto Rick Wagoner, l’amministratore delegato di Gm.
GM perde circa un miliardo di dollari al mese: decine e forse centinaia di aziende che formano l’indotto soffrirebbero al punto da essere a loro volta costrette alla chiusura improvvisamente a rischio vi sarebbe un posto di lavoro su 10 per l’intero paese con un’ondata di licenziamenti di oltre 13 milioni di persone. Il fallimento di Gm avrebbe ricadute a cascata anche sulle altre due grandi.  Ciascuno dei tre manager ha sottoscritto l’impegno di ridurre il proprio stipendio a un dollaro al giorno se il Congresso dovesse davvero erogare il pacchetto di aiuti da 25 miliardi.
A fronte di questo quadro drammatico, tuttavia, un centro studi del Congresso ha calcolato in “soli” 3 milioni il numero di nuovi disoccupati di questi 1,5 milioni troverà sicuramente un posto di lavoro entro i prossimi sei mesi. (ore 12:50)

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