Roma – Era da tre anni che il prezzo alle pompe della benzina non raggiungeva livelli così bassi: sotto 1,17 euro al litro con l’Agip che da questa mattina ha ridotto il prezzo della verde a 1,169 euro al litro. A rimettere mano ai listini – secondo gli aggiornamenti di Quotidiano Energia – sono state oggi quasi tutte le compagnie petrolifere presenti sulla rete italiana che si sono portate così sotto 1,2 euro al litro. I prezzi della benzina, negli ultimi 4 mesi, registrano così un calo fino a quasi 39 centesimi al litro.
In calo anche il diesel che, sempre all’Agip, si allinea al costo della verde (1,169 euro).
Le associazione dei consumatori non si stancano però di ripetere che le compagnie petrolifere sono molto più rapide a seguire le impennate del greggio piuttosto che le riduzioni.
I prezzi alla pompa sono però determinati sommando a questo valore a un margine lordo a copertura di tutti i costi: trasporto, margine gestore, investimenti punto vendita, pubblicità, promozioni. Negli ultimi 4 anni e mezzo il margine lordo (aggiornato a giugno 2008) per benzina e gasolio è stato di 14 centesimi al litro. Infine, le tasse. Le accise: 56 centesimi per la benzina e 42 per il gasolio. Poi, l’Iva: 18 centesimi per la verde e 19 per il diesel. Sulla base di queste rilevazioni Nomisma Energia calcola un prezzo “ottimale” alla pompa. Che, attualmente, è di 1,10 euro al litro per la benzina e 1,11 euro al litro per il gasolio. Alla pompa, invece, paghiamo 1,16: 6 centesimi in più di quanto dovremmo (5 centesimi per il gasolio).
«Il ritardo nell’adeguamento non è solo italiano, ma riguarda tutta Europa – ha spiegato Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia – Le compagnie petrolifere stanno provando a recuperare i margini ridotti che hanno avuto negli ultimi 4 anni. Non solo: sono convinti da mesi che da un momento all’altro il prezzo del petrolio possa tornare a correre». (ore 10:15)