Torino – Situazione sempre più tesa negli stabilimenti campani di Fiat. Lunedì rientreranno per una settimana le tute blù di Pomigliano per poi tornare in cig fino al 12 Gennaio.
Fiat ha fatto sapere che in Dicembre l’a.d. Sergio Marchionne incontrerà i sindacati per presentare il piano industriale e, quindi, anche le missioni produttive stabilimento per stabilimento. E conferma che per ora, nonostante quello che è accaduto sul mercato, nulla è cambiato nella posizione del Lingotto.
Ma le Rsu non sono soddisfatte: <<Mentre in tutte le altre realtà Fiat c’è un piano produttivo per il futuro – spiegano– Pomigliano rischia il tracollo vero e proprio». Sulle missioni produttive per Pomigliano, in effetti, non c’è ancora nulla di certo.
Non è comunque solo la Cig che preoccupa i lavoratori. «Possiamo anche tirare la cinghia per qualche mese – spiegano alcuni dipendenti del reparto di montaggio – ma ciò che ci preoccupa è il non avere certezze per il dopo cassa integrazione. Su questo vorremmo maggiori rassicurazioni».
Non sta certo meglio l’indotto, costretto di pari passo con lo stabilimento di Pomigliano a ricorrere alla cassa integrazione. Ma secondo voci ben informate sembra che proprio le aziende dell’indotto Fiat stiano adottando le contromisure, iniziando a spostare le proprie attività nelle vicinanze dello stabilimento Fiat di Cassino, dove però la situazione nelle ultime settimane è peggiorata. Anche se proprio il sito produttivo di Cassino potrebbe essere l’unico ad avere già la certezza della produzione di un modello nuovo. Tuttavia in questo caso manca l’ufficialità. Si chiama Alfa 149 ed è il veicolo che andrà a sostituire la 147 realizzata attualmente a Pomigliano.
In ogni caso anche a Cassino le tute blu sono in “cassa” e torneranno a lavorare per una settimana dal 15 al 22 Dicembre, per poi riprendere come la totalità degli stabilimenti del gruppo il 12 Gennaio.
I problemi più seri, comunque, li avranno le piccole fabbriche dell’indotto dove il fermo produttivo causato dalla mancanza di commesse da parte della Fiat potrebbe provocare riflessi occupazionali molto preoccupanti.
Qui la Fiom sta promuovendo una raccolta di firme tra i lavoratori per sostenere la richiesta del sindacato al Governo di aumentare l’indennità di cassa integrazione, attualmente pari al 60% del salario ordinario, fino all’80%. (ore 10:00)