Messina – Lo sciopero, deciso da Cisl, Uil, Cgil e Orsa per protestare contro la dismissione di treni e navi da parte del gruppo Fs nella città dello Stretto, di ferrovieri e marittimi di Messina ha avuto una percentuale di adesione del 100%, con i lavoratori impegnati nei servizi minimi garantiti che hanno aderito anch’essi alla protesta. Soppressi quattro treni a lunga percorrenza (due intercity e due treni notte), una sola nave ha garantito il servizio di traghettamento tra le due sponde dello Stretto.
“Servizi inesistenti, trasporti improvvisati, ritardi vergognosi, viaggiatori abbandonati a se stessi, treni e traghetti obsoleti senza i requisiti minimi di sicurezza. Messina, città depredata da Ferrovie dello Stato”, queste le accuse dei sindacati che ieri hanno organizzato un sit in con volantinaggio alla stazione centrale di Messina. Allo sciopero hanno aderito tutti i lavoratori della manovra, i capostazione, i capitreno dei mezzi regionali, il personale dell’officina e del deposito, il personale marittimo dei cargo e della navigazione.
<<Trenitalia – sostengono i rappresentanti della Fit Cisl Messina – dallo scorso giugno ha ridotto notevolmente l’offerta commerciale in Sicilia con la soppressione di 12 treni a lunga percorrenza. Un atteggiamento che rischia di pregiudicare seriamente e in maniera irreversibile non solo gli attuali assetti occupazionali del territorio messinese ma anche le stesse possibilità di sviluppo economico e sociale di una città e di un’intera regione>>.
<<Siamo soddisfatti della partecipazione massiccia alla manifestazione – ha dichiarato il segretario generale della Fit Cisl Sicilia Amedeo Benigno, presente al sit in messinese – in quanto la vertenza Messina rappresenta un punto di forza per la vertenza regionale. Non consentiremo all’azienda di togliere il traghettamento, soprattutto alla luce di quanto avvenuto nel periodo pasquale quando si è assistito alle prove generali di dismissione che hanno causato disagi agli utenti e ai cittadini siciliani e non solo. Auspichiamo – ha continuato Benigno – il coinvolgimento della classe politica territoriale e regionale, considerato anche che il nuovo presidente della Regione ha parlato di voler investire nelle infrastrutture>>.
<< E’ ora – hanno rincarato la dose Enzo Testa, segretario della Fit Cisl e Michele Barresi, segretario del settore ferrovie della Fit Cisl – di porre fine a questa azione scellerata portata avanti ostinatamente dal gruppo FS al di là delle stesse direttive politiche dell’azionista di riferimento. Il Governo nazionale e regionale devono assumersi la responsabilità delle scelte di una società con forte partecipazione pubblica perché è obbligo di Ferrovie dello Stato garantire la continuità territoriale e la mobilità di persone e merci tra le due sponde dello stretto>>. (ore 11:00)