Maranello – Dopo Fiat Powertrain technologies ora è Ferrari che tenta di riorganizzazione il lavoro in fabbrica per intensificare l’uso degli impianti.
Qui la direzione starebbe portando avanti il progetto di estendere il turno notturno alla verniciatura e alla fonderia. Ma la Fiom ha deciso di non firmare l’intesa tra l’azienda e le Rsu, a cui hanno invece aderito Fim e Uilm.
Fiom, infatti, asserisce che al momento l’azienda ha troppa carne al fuoco e bisogna fare delle distinzioni. Si va dal piano ferie, alla mensa, al saldo del premio di risultato, fino all’estensione dei turni di notte alla verniciatura e alla fonderia, appunto. Il turno notturno non è una novità per lo stabilimento di Maranello. È infatti già presente «nel reparto della meccanica dove si fa prevalentemente un’attività di verifica su macchine di controllo numerico – ha spiegato Giordano Fiorani, della Fiom-Cgil Modena – In verniciatura e fonderia, invece, si fa un’attività diretta che avverrebbe in condizioni più disagiate perché di notte non c’è lo stesso supporto da parte degli altri reparti. Dato il particolare tipo di lavorazione e le condizioni disagiate riteniamo che sia opportuna una riduzione dell’orario perché stiamo parlando delle aree più pesanti dello stabilimento. A questo si aggiunga che la Fiom ha avanzato anche un’altra questione, chiedendo un chiarimento sull’intensificazione dell’uso degli impianti perché Ferrari è fornitrice di Maserati per i motori e per la verniciatura delle scocche – ha continuato Fiorani –. E la produzione di Maserati dovrebbe passare dalle 7.600 vetture del 2007 alle 10 mila di quest’anno. Questi livelli di crescita però non mi sembrano compatibili con gli spazi e con le aree Ferrari».
L’azienda risponde che saranno i lavoratori a decidere attraverso i referendum dei prossimi giorni. Intanto oggi e domani sono previste le assemblee delle Rsu in cui Fiom, insieme alle altre sigle, presenterà le proprie valutazioni.
Intanto alla Fiat di Melfi, ancora una volta è stato raggiunto un accordo che la Fiom ha deciso di non firmare perché l’azienda ha disatteso l’impegno di annunciare «volumi e modello» da realizzare a Melfi. L’intesa riguarda la sospensione della produzione in occasione del «ponte» fra il 25 aprile e il 4 maggio e per le ferie estive ed è stato sottoscritto da Fim, Uilm, Fismic e Ugl. Montezemolo, intanto, ha ribadito le sue critiche al sindacato. <<Dire che in questi anni il sindacato ha esercitato spesso un potere di veto – ha detto Montezemolo – ha respinto molte proposte innovative, come quelle per il contratto dei metalmeccanici, è la realtà dei fatti>>.  (ore 11:25)