Roma – Il risultato del Cdm di ieri sera a Palazzo Chigi ha portato, come previsto, alla delibera di un prestito ponte da 300 milioni di euro per Alitalia da rimborsare entro il dicembre 2008 maggiorato di un tasso di interesse nella misura prevista dalla specifica disciplina comunitaria.
Un provvedimento, spiega Palazzo Chigi, che <<è volto a garantire, per il tempo strettamente necessario, un servizio pubblico essenziale al fine di evitare l’interruzione della continuità territoriale e problemi di ordine pubblico. Inoltre , l’intervento ha anche l’obiettivo di non compromettere la conclusione del processo di privatizzazione di Alitalia in attesa che il nuovo Governo assuma la pienezza dei propri poteri>>. Le motivazioni di “ordine pubblico” sono in pratica l’escamotage studiato dal Governo italiano per evitare una multa dalla Commissione Ue, dal momento che Alitalia non avrebbe potuto usufruire di altri aiuti di Stato prima del 2011.
Una decisione giudicata inevitabile dall’esecutivo, ma che – secondo quanto hanno dichiarato il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa – ha come principale ispiratore il vincitore delle elezioni: <<E’ stato Berlusconi a volerlo così sostanzioso per avere il tempo di strutturare e di organizzare eventuali soluzioni alternative a questo problema, vista la rinuncia di Air France >>, ha infatti, dichiarato il premier uscente ai giornalisti che chiedevano come mai l’importo del sostegno finanziario fosse così lievitato rispetto ai 100 milioni ipotizzati in origine.
Prodi non ha comunque risparmiato una stoccata al futuro premier e alle rappresentanze sindacali, dichiarando: <<Le trattative con Air France si sono rotte a causa di eccessive interferenze politiche verificatesi nel corso della campagna elettorale e per le numerose difficoltà opposte dai sindacati>>.
E intanto proprio i sindacati sono stati convocati dall’azienda: l’incontro avverrà giovedì.
Dal canto suo, comunque, il premier in pector, Silvio Berlusconi, respinge gli attacchi attaccando a sua volta: <<Il ritiro di Air France? Tutta colpa dei sindacati. Così Berlusconi respinge al mittente l’accusa di aver provocato il fallimento della trattativa con Air France. La trattativa si è chiusa – dice il Cavaliere – perchè il Governo ha rifiutato le condizioni imperative dei francesi, tra le quali il prezzo non congruo e l’obbligo di rinunciare al trasporto di merci che avrebbe dovuto passare obbligatoriamente da Parigi>>.
Critiche anche al Governo Prodi per la gestione della partita Alitalia. «La situazione è stata impostata male. Non si doveva partire da una situazione di asservimento con Air France. Adesso, chiusa la trattativa con la Francia, c’è modo che la compagine italiana, coordinata da Bruno Ermolli, si faccia avanti, faccia la due diligence dei conti di Alitalia e poi, in 3-4 settimane, faccia un’offerta impegnativa per la compagnia. Il tutto assistito da banche italiane, da società importanti, da compagnie aeree italiane e straniere che non pretendono di farla da padrone in Italia. Purtroppo bisognerà, in ogni caso, affrontare una dolorosa riduzione del personale cui si farà carico con gli strumenti offerti dall