Roma – Il Governo, al termine di un vertice coordinato dal premier Silvio Berlusconi e durato quasi tre ore, ha deciso (contrariamente a quanto richiesto dal ministro Scajola) di riunire in un unico provvedimento le misure di sostegno ai consumi in alcuni dei principali settori economici in difficoltà.
Per l’auto e le moto come previsto si procederà rinnovando, con piccole modifiche, la campagna di rottamazione scaduta lo scorso 31 Dicembre 2008. Spuntano anche agevolazioni per i veicoli commerciali. Niente tassa sulle Suv o sulle auto più inquinanti.
La bozza di decreto legge che approderà venerdì in Cdm prevede mille euro di bonus e niente bollo per tre anni per chi rottama l’auto.
Del bonus rottamazione della durata di un anno si potrà beneficiare per sostituire auto Euro 0, Euro 1 e Euro 2 immatricolate fino al 1999 con modelli Euro 4 ed Euro 5.
Inoltre, il bonus sale da 1.000 a 2000 euro per chi sceglie di acquistare le auto verdi. Le agevolazioni saranno applicate alle vetture a metano, Gpl, elettriche e a idrogeno.
Previsti anche 300 euro di sconto per chi rottama un motorino o uno scooter euro 0 o euro1 per sostituirlo con uno euro3 e un anno di bollo gratis.
Sulle cifre però non ci sono conferme ufficiali.
<<Le misure sono in queste ore in corso di definizione tenendo conto dei vincoli della finanza pubblica, dell’esigenza di sostenere la domanda interna e il consumo dei cittadini e di ridurre l’inquinamento, come stanno facendo anche altri Paesi europei>>, ha precisato in una nota il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola.
Secondo il Centro Studi Promotor, comunque, qualora, come ventilato, il bonus per l’incentivo alla rottamazione delle autovetture che il Governo varerà domani fosse di 1000 euro si tratterebbe di una misura assolutamente inadeguata all’esigenza di rilanciare il mercato dell’auto, e ciò anche se il bonus fosse accompagnato dall’esenzione dal bollo per uno o più anni.
Come è avvenuto in passato l’esenzione dal bollo non verrebbe infatti percepita come un incentivo, ma costerebbe all’erario e creerebbe inutili complicazioni burocratiche agli uffici della pubblica amministrazione e all’automobilista.
Le misure indicate, infatti, secondo il Csp non sarebbero tali da indurre ad acquistare una nuova auto e non si genererebbe quindi domanda aggiuntiva e di conseguenza neppure maggior gettito iva per compensare l’onere per l’erario dell’erogazione del bonus. Dell’incentivo beneficerebbero invece coloro che, disponendo di una vettura da rottamare, avrebbero acquistato una nuova auto anche senza gli incentivi. Si determinerebbe così un onere per lo Stato a fronte del quale non vi sarebbe alcun recupero in termini di gettito di iva.
L’erogazione di un incentivo di 1000 euro sarebbe quindi soltanto uno spreco di denaro pubblico. D’altra parte l’esperienza degli altri Paesi europei dovrebbe insegnare, e non solo per la tempestività nell’adozione delle misure, ma anche per l’entità dei bonus messi in campo.
Stessa opinione per il segretario generale dell’Unrae Gianni Filipponi, che ritiene non serva l’esenzione del bollo a stimolare gli acquisti di nuove autovetture e che gli incentivi ventilati finora siano ancora troppo bassi.
<<Mille euro di incentivi – ha detto – non servono a niente.’Sarebbe meglio girare i soldi destinati all’esenzione del bollo sull’incentivo e portarlo ad almeno 1.500 euro>>.  Stando alle aspettative più ottimistiche, invece, l’intervento di sostegno al settore automobilistico ideato dal Governo dovrebbe generare 400.000 immatricolazioni di auto aggiuntive rispetto a quelle inizialmente previste per il 2009. (ore 16:00)