Roma – Non si può certo definire un successo il debutto della nuova Alitalia targata Cai, che ad un mese dalla “messa in opera” stenta ancora a fare il pieno di passeggeri (dopo un agghiacciante 70% di posti vuoti, adesso ci si è attestati ad un meno sconfortante 55%), complice la situazione economica generale che non consente certo un boom di viaggi. Il Commissario Augusto Fantozzi ha consegnato a Roberto Colaninno e Rocco Sabelli la cloche di un’aerolinea che a dicembre aveva perso il 64% dei passeggeri. Nell’ultimo mese del 2008 sui suoi aerei si sono imbarcate 630mila persone (meno della portoghese Tap) contro gli 1,5 milioni di dicembre 2007.
Nonostante tutto, comunque, c’è da registrare che gli aerei del vettore italiano anche nei momenti di maggior difficoltà hanno continuato a volare con un tasso di regolarità del servizio che si è avvicinato al 99% e la puntualità dei voli è salita all’80%.
Purtroppo un altro dato importante è il calo di passeggeri sulla tratta da sempre più redditizia per la compagnia della Magliana, la Milano-Roma, a causa dell’avvio del servizio ad Alta velocità delle Fs che ha riscosso grossi consensi.
Alitalia comunque paga in gran parte la crisi di fiducia ereditata dalla vecchia gestione e sta peggio dei concorrenti. Prendiamo il Milano-New York: nel primo mese d’attività Alitalia ha perso l’82% dei passeggeri (con un load factor calato dal 65 al 26%) mentre gli imbarchi su altre compagnie sono cresciuti del 75%, con un calo dal 52 al 40% del coefficiente di riempimento. A Torino Alitalia ha perso il 43% dei passeggeri a fronte di un taglio del 22% dell’offerta.
Ma le rotte su cui opera in concorrenza – Napoli, Torino, Palermo e Roma – hanno registrato crolli superiori del 50% e tassi d’occupazione tra il 22 e il 43% mentre i rivali (Air Italy, Air Vallée, Blue Express e Windjet) volano più pieni. Sulla tratta Milano-Roma da Malpensa, dove esiste un vero competitor (Easyjet), Alitalia viaggia con 39 sedili pieni su 100 (erano 59 un anno fa) mentre il gruppo inglese ne riempie 61. Morale: la crisi societaria del 2007 ha svuotato in pochi mesi gli aerei della Magliana. E ora la Cai deve lavorare per riconquistarli uno a uno pur operando in sostanziale monopolio su diverse rotte.
Altre difficoltà Alitalia le sta riscontrando nell’integrazione con Air One. Vero è, infatti, che l’integrazione Alitalia-Air One ha moltiplicato le rotte su cui la compagnia opera in sostanziale monopolio, ma altrettanto vero è che l’unico progetto ad essere decollato davvero è l’integrazione dei sistemi per i frequent flyer.
Chi viaggia con una connessione Air One-Alitalia molto spesso è costretto a effettuare un doppio check in e a volte pure a recuperare i bagagli. Cambiare volo da una compagnia all’altra non è un processo automatico. Spesso i prezzi dello stesso volo sono diversi se prenotati dal sito della Magliana e quello Air One. Restano le due sigle differenti (Az e Ap) come quelle di Volare, un modo, dicono i critici, per difendere gli slot, in particolare su Linate e Fiumicino. (ore 12:00)