Roma – Potrebbe arrivare venerdì in consiglio dei ministri il ddl delega di riforma della regolamentazione del diritto di sciopero nei servizi di trasporto.
La delega al Governo prevede, tra l’altro, «l’istituto dello sciopero virtuale, che può essere reso obbligatorio per determinate categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale».
Per proclamare uno sciopero nel settore dei trasporti sarà inoltre necessario un referendum consultivo preventivo obbligatorio. A meno che non si tratti di proclamazioni da parte di sindacati che hanno più del 50% di rappresentatività. In aggiunta, nei servizi di particolare rilevanza, serve anche l’adesione preventiva da parte del singolo lavoratore.
Il ddl intende regolamentare anche lo sciopero nel settore dell’autotrasporto attraverso l’attribuzione di specifiche competenze e funzioni di natura arbitrale e conciliativa, anche obbligatorie o su richiesta delle parti, alla nuova «Commissione per le relazioni di lavoro», a cui spetteranno compiti di raccordo e scambio di informazioni con le autorità competenti per l’adozione della ordinanza di precettazione, nonché di un potenziamento del coinvolgimento delle associazioni degli utenti e della corretta informazione agli utenti anche attraverso tv e giornali. Saranno inoltre vietate forme di protesta o astensione dal lavoro «lesive» del diritto alla mobilità e alla libertà di circolazione: per questo nei contratti e negli accordi collettivi relativi a servizi non essenziali saranno stilate specifiche formalità e procedure per la proclamazione.
Ma è soprattutto, come detto in precedenza, previsto che in alcuni servizi vi sia un’adesione preventiva del singolo lavoratore che intende scioperare.
Un obbligo che non piace per niente ai sindacati, i quali promuovono invece lo sciopero virtuale, a patto che preveda penalità anche per le aziende. <<C’é una cosa che non ci sembra molto utile, quella del preavviso individuale dell’adesione allo sciopero, mentre c’é una cosa che potrebbe essere molto interessante, che noi sosteniamo da molti anni, cioè quella dello sciopero virtuale>>, ha detto dice il segretario della Uil, Luigi Angeletti. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni conferma la disponibilità alla riforma del diritto di sciopero, ma solo nel sistema dei trasporti e invita il governo <<a non andare oltre>>. Anche l’Ugl approva: <<Se è solo per il trasporto va bene e credo che tutte le organizzazioni sindacali daranno serenamente il loro contributo>>, ha detto il segretario Renata Polverini.
Più politica, invece, la preoccupazione della Cgil: <<Mi auguro che a guidare l’iniziativa del governo non sia, dopo aver favorito la rottura del sindacato, il tentativo di impedire che il dissenso possa manifestarsi – afferma il segretario confederale, Fabrizio Solari – La legge attualmente in vigore è la più severa d’Europa>>. “Barricate” sono invece promesse dal segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, secondo il quale le nuove regole portano “a compimento l’attacco al lavoro e alla democrazia”.
In tutto ciò il presidente della Camera Gianfranco Fini intervenendo a proposito della riforma della regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici, ha affermato: << E’ sempre più urgente avviare una riflessione sulla tenuta della vigente disciplina di settore per individuare lacune e prospettare ipotesi di adeguamento. Non si tratta ovviamente di soffocare il diritto di sciopero ma di armonizzarlo con l’esercizio degli altri diritti di tutti i cittadini in un opera di bilanciamento che deve tenere conto dell’evoluzione sociale>>. (ore 10:15)

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