Roma – La prima mossa di Alitalia per “fare cassa” passa dalla richiesta inoltrata da via della Magliana alla Sea: un risarcimento per i danni provocati alla reputazione della compagnia in base al  contenzioso in corso sull’aeroporto di Malpensa.
L’entità del risarcimento chiesto da Alitalia è di “importi non lontani” dagli 1,2 miliardi di euro che nella stessa sede Sea aveva preteso dalla compagnia di bandiera.
Alitalia ha anche annunciato che “Nel rispetto dell’esigenza che i processi si svolgano nelle aule dei tribunali e non sui giornali, la compagnia comunicherà esclusivamente dati oggettuali e gli stati di avanzamento del procedimento nel momento in cui saranno noti. La prima udienza si terrà il prossimo 28 Maggio. A seguito del notevole clamore di stampa e di media, alimentato esclusivamente dalla parte attrice Sea, l’opinione pubblica – ha rilevato ancora Alitalia – sa da mesi della pretesa di 100 milioni di euro per danno emergente e di 1.100 milioni di euro per lucro cessante che Sea ha azionato in questo procedimento contro Alitalia”.
In risposta alla decisione di Alitalia di chiedere i danni a Sea, la società di gestione degli scali milanesi ha fatto sapere, per bocca del suo presidente Bonomi, di rilevare “gravi inesattezze nella ricostruzione dei fatti presentata dalla compagnia. Stiamo esaminando la comparsa di costituzione e risposta di Alitalia – ha detto il manager – Per quanto riguarda le questioni di diritto esse saranno oggetto di puntuale ed approfondita disamina da parte dei nostri avvocati ed ovviamente costituiranno oggetto di replica in sede giudiziaria”. (ore 10:00)