Detroit – Dopo che il presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, ha ventilato l’ipotesi di una bancarotta “pilotata” per General Motors, forse paventando una simile opportunità per Chrysler, Sergio Marchionne ha dichiarato a Bloomberg: <<Chrysler non dovrebbe essere condotta attraverso una bancarotta pilotata, una delle soluzioni prospettate dalla task force dell’auto della Casa Bianca>>.
Della lieson ha parlato anche Henry Kissinger che quand’era consigliere per la sicurezza nazionale (dal 1968 al ’75) e Segretario di Stato (1973-77) era uno degli uomini più potenti del mondo, è tuttora, a 85 anni, un ascoltassimo esperto di politica estera.
<<Quello fra Fiat e Chrysler è un ottimo matrimonio, una perfetta alleanza fra due case molto diverse come prodotto e mercati, ma proprio per questo assai complementari. E questo l’ho detto anche a Sergio Marchionne quando siamo andati l’altra sera a cena – ha raccontato Kissinger – Quello fra Fiat e Chrysler è un buon accordo. Quanto di meglio le due aziende si potessero augurare per risolvere la situazione attuale che è terribile. La Fiat ha fatto un eccezionale lavoro di risanamento, che ha colpito moltissimo tutti qui in America. Questa potrebbe essere la mossa giusta per dare una svolta alla crisi, almeno quella industriale, e dare una scossa di ottimismo all’intero settore. Mi creda, l’avvocato Agnelli sarebbe felicissimo di vedere com’è andata a finire. Era un suo grande rimpianto che la Fiat non avesse sfondato sul mercato americano, e non riuscisse ad entrarci. Ricordo quando riflettevamo insieme su quanto erano diverse le macchine americane da quelle italiane, e più e più volte ci siamo messi insieme a pensare a come sarebbe stato possibile architettare un ritorno, ma purtroppo non c’è mai stato il momento adatto. La Fiat era la cosa più importante della vita di Agnelli, me l’ha ripetuto decine di volte>>. (ore 10:00)