Washington – Crollano di schianto, anche se qualche analista si attendeva risultati ben peggiori, le vendite auto negli States.
-38,4% di vendite nel primo trimestre, ma la tendenza è salita da 9,2 a 9,4 milioni di veicoli immatricolati a fine anno, ma il 2008, pur essendo un anno negativo, si è chiuso a 13,2 milioni contro una media decennale di 16,4 milioni. Ford, la migliore delle “Big three”, le tre grandi sull’orlo del collasso economico, ha chiuso il trimestre con un -44,8%. Le giapponesi guadagnano qualcosa in penetrazione, ma non si può dire che non soffrano la crisi, con un -37,1% per Toyota e -34,5% per Honda. Chi va bene tra le giapponesi è la piccola Subaru, unica in positivo con l’1,6% e ormai vicina a un marchio storico come Mazda. Il dato positivo (+0,7%) più significativo è però quello di Hyundai, ormai vicina al sesto posto di Nissan, per merito di due fattori: il miglioramento qualitativo del prodotto e la formula dei contratti di acquisto con “protezione” finanziaria nel caso il cliente perda il proprio lavoro. A proposito di contratti, il dato generale del mercato risulta ancora peggiore se si considerano gli investimenti delle Case e dei concessionari in incentivi all’acquisto: a marzo la media per veicolo è stata di 3.169 dollari. La punta massima l’ha toccata Chrysler con 4.927 dollari, tutto per contenere le perdite a “solo” il 45,5%. Il passo successivo, annuncia l’azienda in odore di accordo con Fiat, sarà di estendere ai normali clienti il prezzo di favore riservato ai dipendenti dell’azienda, quindi con sconti fino a 6.000 dollari e finanziamenti a tasso zero fino a 48 mesi. Vanno relativamente bene i principali gruppi europei, tutti tedeschi, impegnati sul mercato Usa, con perdite comprese tra il 19,1 e il 26% e quindi con quote di penetrazione in salita. (ore 16:00)