Torino – Vicenda incresciosa, ieri, a Bruxelles nello stabilimento dell’Italian Automotive Center Meiser (Iac), uno dei cinque centri vendite ufficiali della Fiat nella capitale belga.
Qui i dipendenti hanno bloccato per qualche ora in un ufficio i rappresentati della casa torinese venuti a negoziare la riorganizzazione delle sedi cittadine. Nessuna violenza, non s’è vista nemmeno la polizia che invece era stata chiamata, solo una forte rabbia, quella che sa provocare gesti inaccettabili.
Abel Gonzales, del sindacato socialista Fgtb, del resto era stato chiaro: <<Non si esce dalla stanza senza una soluzione, ma rendendosi conto dell’inasprirsi della situazione, i toni si sono in seguito ammorbiditi e dopo 5 ore di discussioni c’è stato il «libera tutti» accolto con sollievo da lavoratori e controparte, ma senza alcuna dichiarazione alla stampa.
La trattativa in questione riguarda il taglio di 24 dipendenti su un totale di 90 ed è iniziata, praticamente, nel dicembre scorso, quando la Fiat ha reso noto le sue decisioni. Una trattativa condotta dalla Fiat senza fretta, nel tentativo di non inasprire gli animi e di cercare soluzioni che possano trovare l’accordo di lavoratori e sindacati. Quello che emerge dallo svolgimento della giornata è che non si sia trattato di un vero e proprio sequestro, ma di un intervento dimostrativo da parte dei sindacati e dei lavoratori, sulla linea dei diversi bracci di ferro che si sono verificati in questi ultimi mesi, soprattutto in territorio francese, tra maestranze e dirigenti d’azienda, si pensi all’ “assalto” di oltre un’ora del taxi di Francois-Henri Pinault, il patron del lusso Ppr, il 31 Marzo scorso a Parigi, o al “sequestro” dei dirigenti della Caterpillar, sempre in Francia.
La prassi rimanda alla Legge Renault, in ricordo della drammatica chiusura del ’98, che impone di dialogare – a termine – col sindacato per circa sei mesi. Che qui, ricordano i lavoratori, scadono il 9 maggio. Ieri doveva essere una normale riunione di verifica prepasquale. La Fiat era rappresentata da un dirigente arrivato da Torino, Giuseppe Farinazzo, e due uomini della sede belga. Dall’altra parte del tavolo quattro negoziatori sindacali. L’incontro è cominciato «dopo mezzogiorno» e le tensioni si sono scatenate intorno alle 13:30, fino, appunto, al citato epilogo. Intanto dal Lingotto fanno sapere che in relazione ai fatti che si sono svolti ieri a Bruxellesessendo state violate le norme del vivere civile e lo svolgimento delle trattative sindacali, l’azienda si riserva di promuovere le eventuali azioni legali a tutela dei propri rappresentanti.
“Il rispetto delle regole del confronto al tavolo della trattativa resta un importante elemento di garanzia dei corretti rapporti tra azienda, sindacato e dipendenti a cui Fiat non intende rinunciare – si legge nel comunicato diffuso da Torino – Fiat esclude per il futuro la possibilità di tenere rapporti con organizzazioni sindacali che avallino simili forme di protesta”. (ore 13:00)