Detroit – Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa americana, i creditori presenteranno entro questa settimana la loro offerta contro offerta al Tesoro americano per la conversione del debito. Pare che l’intenzione sia di chiedere al Tesoro cash o altre protezioni per convertire il proprio debito e far sì che Chrysler eviti la bancarotta. Il governo avrebbe chiesto ai creditori di convertire i 6,9 miliardi di dollari di debito in un prestito garantito da 1 miliardo di dollari
Intanto anche Fiat si dà da fare cercando fondi a lei riconducibili, tramite Cnh Capital, da impiegare nell’operazione di salvataggio Chrysler.In pratica queste risorse aiuterebbero il Lingotto a migliorare le proprie riserve e finalizzare l’alleanza con la casa automobilistica americana, con la capacità di poter rimborsare banche Usa che poi interverrebbero attraverso i fondi di salvataggio.  Le trattative fra Fiat e Chrysler proseguono serrate per chiudere l’alleanza entro la scadenza imposta dall’amministrazione Obama: al centro di colloqui ci sarebbero – secondo indiscrezioni – la struttura proprietaria di Chrysler, un nuovo cda e un nuovo management. Fra le opzioni in esame pare vi sia un coinvolgimento diretto dell’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, nella gestione delle attività di Chrysler, addirittura con il ruolo di ad. La strada verso un accordo fra il Lingotto e la più piccola delle case automobilistiche americane non appare comunque in discesa, con l’assetto proprietario di Chrysler oggetto di complesse negoziazioni fra gli azionisti Cerberus e Daimler e il sindacato United Auto Worker e i creditori.
Il ruolo di questi ultimi è determinante anche per il futuro di General Motors: secondo il New York Times il Tesoro americano premerebbe per una “rapida e chirurgica bancarotta”, un rumor che fa affondare Gm in Borsa dove lascia sul terreno il 16%. Le autorità, secondo indiscrezioni, starebbero anche valutando la conversione di parte del prestito da 13,4 miliardi concesso alla società in titoli.
Se un’intesa sarà raggiunta – prosegue Automotive News – il piano allo studio prevedrebbe la nomina di un cda composto da 7 membri, inclusi alcuni di espressione di Fiat e altri della task force presidenziale. La nuova struttura di management prevedrebbe inoltre una divisione fra i ruoli di presidente e ad, con il primo ricoperto da un americano.
Il nodo debito e creditori è uno dei maggiori scogli da superare anche per il futuro di Gm, considerato il fatto che è necessario – osserva JPMorgan – ristrutturare anche il prestito del governo. (ore 11:50)