Detroit – Secondo il New York Times, sebbene General Motors abbia ancora un mese e mezzo di tempo per presentare un piano di ristrutturazione credibile, il governo degli Stati Uniti si sta già preparando a una bancarotta «rapida e chirurgica», nel caso in cui la casa di Detroit non riesca a dimostrare di poter tornare solvibile. In questo caso, la spesa a carico dei contribuenti sarebbe compresa tra i 5 e i 7 miliardi di dollari.
Lo stesso, Fritz Henderson, nuovo ad della società al posto di Rick Wagoner, silurato proprio da Obama, si è detto pronto alla prospettiva dell’amministrazione controllata (Chapter 11).
Lo scenario più probabile, in caso di bancarotta pilotata, prevede infatti la divisione degli asset di General Motors tra una «good company» e una «bad company» che si accollerebbe i marchi privi di mercato e i debiti legati al piano sanitario per i dipendenti. Secondo il Wall Street Journal, gli obbligazionisti di General Motors stanno già preparando un’azione legale nel caso il governo presenti un piano che possa danneggiare i loro investimenti. Gli interessi dei detentori delle obbligazioni Gm e quelli dei dipendenti sono in conflitto, anche se tanti operai e impiegati si possono trovano da entrambe le parti della barricata possedendo azioni e bond della loro azienda nei propri conti pensionistici. Ai comitati degli obbligazionisti, che rappresentano crediti per circa 29 miliardi di dollari in bond «non assicurati», andranno una parte dei proventi della vendita che il governo farà delle azioni della Gm «buona», ma chi ha i bond teme che il sacrificio di prezzo sarà troppo elevato, e si prepara alle battaglie legale. Anche i sindacati finiranno con il dover accettare la trasformazione in azioni dei crediti che vantano verso la Gm, ma hanno sempre detto di subordinare una riduzione ai propri diritti contrattuali al fatto che gli obbligazionisti accettino una pesante mutilazione ai propri.
Obama, alla cui elezione i sindacati hanno contribuito largamente con fondi, voti e propaganda, si attendono una qualche ricompensa di trattamento da parte della task force. Peraltro, il presidente non ha minor bisogno degli uomini d’affari, della comunità finanziaria e degli hedge funds per raddrizzare prima possibile l’econonia, a partire dalla partecipazione di questi ultimi ai fondi speciali pubblico-privati che dovranno ripulire i bilanci delle banche ingolfati di titoli tossici. Un avvertimento dell’ostilità che la Gm, e il governo Obama che di fatto la guida oggi, rischia di affrontare con gli operatori privati internazionali che hanno il solo obiettivo di massimizzare i profitti dei propri investimenti è già venuto dal Canada. (ore 12:00)