Detroit – Il governo americano e la Fiat nomineranno un nuovo cda della Chrysler, se l’accordo andrà in porto, assicurando la maggioranza dei posti a consiglieri indipendenti che non appartengono a nessuna delle due case automobilistiche.
In una nota inviata ai dipendenti l’ad di Chrysler Bob Nardelli ha rivelato che:<<Il governo americano e la Fiat nomineranno un nuovo consiglio di amministrazione della Chrysler, se l’accordo andrà in porto, assicurando la maggioranza dei posti a consiglieri indipendenti che non appartengono a nessuna delle due case automobilistiche. Il cda – si legge ancora – avrà poi la responsabilità di nominare un presidente e in accordo con Fiat, selezionerà l’amministratore delegato. La Fiat – continua Nardelli nella lettera ai dipendenti – crede fortemente nei vantaggi reciproci per le due società, per i clienti, per gli impiegati e per altri componenti, derivanti dall’alleanza. Tutto ciò fermo restando che il via libera all’accordo di tutte le parti in causa è una condizione per l’alleanza. Le concessioni aggiuntive che stiamo cercando dall’Uaw (il sindacato United Auo Workers) sono essenziali per ricevere un sostegno costante dall’amministrazione, completare l’alleanza con Fiat e raggiungere l’autosufficienza>>.
Secondo un’indiscrezione di Automotive News, il Uaw, il sindacato dei lavoratori nel settore automobilistico statunitese e Fiat potrebbero divenire gli azionisti di riferimento di Chrysler se la casa americana riuscirà ad ottenere le concessioni richieste dalla task force del presidente Usa, Barack Obama, entro il 30 aprile. Le partecipazioni degli attuali azionisti in Chrysler, cioé Cerberus e Daimler, potrebbero essere «azzerate» per effetto del piano di ristrutturazione finanziaria. Lo Uaw diventerebbe azionista venendo così compensato dei crediti che ha nei confronti dell’azienda, per il fondo di assistenza sanitaria.
I sindacati richiedono però attenzione anche in Italia, soprattutto per gli stabilimenti di cui, lamentano, non si conosce il futuro. “Se si pensa alla creazione di una grande Fiat internazionale contrapposta a una piccola Fiat italiana ci si sbaglia di grosso e noi ci opporremo in tutti i modi possibili all’eventuale chiusura di stabilimenti”, sottolinea il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini.
Tutte le sigle dei metalmeccanici (Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Fismic) organizzeranno quindi nella giornata di domani presidi in oltre 20 province, per chiedere di “prolungare la cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane, elevare la copertura all’80% del salario ed estenderla alle migliaia di giovani precari, cacciati dalle fabbriche”. La Fim-Cisl ha intanto annunciato che la prossima settimana sarà a Detroit per incontrare i vertici della Uaw (United Automobile Workers) e per visitare la Chrysler. 
 Intanto il presidente di Fiat Luca Cordero di Montezemolo, ha escluso dall’Italia che ci sia la possibilità che nei progetti del Lingotto ci sia anche una «opzione Opel», come ventilato da indiscrezioni di stampa. <<Non non c’è – ha dichiarato Montezemolo ad una precisa domanda dei giornalisti – L’unica cosa da dire adesso è di lasciar lavorare Marchionne e i suoi collaboratori per vedere se c’è la possibilità di arrivare a una soluzione entro la fine del mese>>, ha aggiunto il presidente di Fiat. (ore 10:00)