Toronto – Ken Lewenza, presidente del Caw (Canadian Auto Workers) ha dichiarato che la trattativa che ha ad oggetto l’adeguamento dei salari Chrysler a quelli delle concorrenti giapponesi che operano in Nord America, come Honda e Toyota, interrotta la scorsa settimana per le pronunciate divergenze tra le parti, ha subito un rapida accelerazione: <<Stiamo cercando di raggiungere un accordo con le autorità federali entro fine settimana>>, ha dichiarato.
Il ministro dell’industria canadese, Tony Clement, infatti, ha minacciato di bloccare gli aiuti federali, mentre il Lingotto a più riprese ha detto che la fusione con Chrysler si farà solo con il consenso di tutte la parti in causa, inclusi i sindacati in Usa e in Canada.
Dal canto suo il vice presidente della casa automobilistica, Tom Lasorda, non esclude di chiudere gli stabilimenti canadesi in caso di mancata intesa. “Ingerenze inaccettabili” le ha definite Jim Stanford, capo economista del Caw, che ha aggiunto:<<Clement, Marchionne e Nardelli minacciano di staccare la spina, ma i tagli sui salari sono irrilevanti economicamente per la sopravvivenza di Chrysler>>.
Lewenza si accoda a Lasorda affermando: <<Il governo e Chrysler hanno chiesto nuove concessioni, ma credo sarà molto difficile accoglierle>>.
Marchionne quindi, in missione americana, assieme al braccio destro Alfredo Altavilla, vuole definire in maniera più netta le linee guida dell’eventuale accordo e presentarle al cda Fiat convocato giovedì per esaminare i conti trimestrali.
L’ad del Lingotto incontrerà quindi i sindacati italiani e non è escluso un suo ritorno negli Usa a cavallo del fine settimana. Se il matrimonio Fiat-Chrysler dovesse venir celebrato, secondo Automotive News, tra le possibili novità ci sarebbe la riconversione dello stabilimento Chrysler di Windsor, in Canada (ecco l’importanza del consenso di Caw) destinato a produrre veicoli basati su piattaforme di segmento B del gruppo Fiat, tra cui l’Alfa MiTo e una piccola Chrysler derivata dalla prossima generazione della Grande Punto. Nello stabilimento messicano di Toluca, invece, dovrebbero essere prodotte auto basate su piattaforme di segmento A della Fiat, inclusa la 500 e una piccola Jeep. Da Belvidere III (Illinois) potrebbero poi uscire poi veicoli basati sulla piattaforma C-Evo, assieme all’Alfa Romeo Milano e la Giulia, che dovrebbe sostituire l’Alfa 159. Potrebbero inoltre arrivare le prossime generazioni di Chrysler Sebring e Dodge Avenger, ora prodotte a Sterling Heights (Michigan). Le nuove vetture porterebbero sia il marchio Fiat sia quello Chrysler. La Chrysler dovrebbe arrivare a produrre entro il 2013 circa 500-600 mila vetture l’anno basate sulle piattaforme del gruppo torinese.
Nel caso in cui, invece, il matrimonio con Chrysler non si facesse, il Financial Times, prendendo a prestito valutazioni di un analista, Maz Warburton di Sanford Bernstein, ipotizza che l’opzione B per il Lingotto potrebbe essere l’acquisto di Opel. Addirittura il quotidiano britannico si chiede se non sarebbe meglio già da subito per la Fiat acquisire la Opel e gli altri asset europei d General Motors.  (ore 13:00)