Francoforte – Secondo indiscrezioni pubblicate dall’edizione on line del Sole 24 Ore, sarebbero in corso colloqui tra Fiat e Opel, controllata europea di General Motors. I contatti sono partiti dall’Italia. Le voci in questione, inoltre, parrebbero supportate da u a dichiarazione fatta da Sergio Marchionne, a.d. Fiat, che durante il Cda del Lingotto avrebbe parlato di Opel come di una “ipotesi percorribile” nel caso non andassero a buon fine i negoziati che la Fiat ha in corso per rilevare Chrysler.
La mossa, indicano le fonti, potrebbe anche essere «politica» in quanto «potrebbe spingere più rapidamente» le trattative in corso con la casa americana, che vedono tra gli attori anche le banche creditrici e i sindacati. Le fonti aggiungono che Gm «sta cercando un investitore che rilevi una quota di Opel», ma fanno presente che la casa americana intende comunque mantenere una partecipazione nel costruttore di Ruesselsheim.
Questa mattina dal sito internet del settimanale tedesco “Der Spiegel” era già stata data per certa la firma di un’intesa martedì. Notizia avvalorata dal leader del consiglio di fabbrica della casa del lampo Klaus Franz. Tuttavia tra i possibili investitori in Opel, oltre a Fiat, potrebbe esserci anche il gruppo Magna – ha detto questa mattina il premier dell’Assia Roland Koch – precisando comunque che nessuna decisione è stata presa finora in merito. Tra i pretendenti ci sarebbe anche un consorzio internazionale al quale partecipa il gruppo automobilistico russo Gaz, secondo l’edizione online del Rheinische Post di Düsseldorf.
Franz, ha detto a Spiegel di temere «una sensibile riduzione dei posti di lavoro della Opel e chiusure di fabbriche in Germania se l’operazione avesse luogo. Il management ed il consiglio di fabbrica della Opel intendono battersi per evitare l’acquisizione della casa tedesca da parte della Fiat. Il settimanale di Amburgo spiega che dirigenza e maestranze della Opel sono invece favorevoli alla cessione della casa tedesca al gruppo Magna, specializzato nella componentistica auto.
Secondo lo Spiegel, la cessione alla Fiat della Opel sarebbe stata favorita dalla direzione dell’americana General Motors e dal ministero federale tedesco dell’Economia, ansiosi di trovare una soluzione rapida alla crisi della casa di Ruesselsheim. Il presidente del consiglio di fabbrica della Opel, Klaus Franz, annuncia invece una durissima opposizione all’ingresso di Fiat, poiché teme «una drammatica riduzione dei posti di lavoro e la chiusura di impianti in Germania».
La Ig Metall di Francoforte, però, mette in guardia dalle possibili conseguenze negative in caso di un ingresso della Fiat nella Opel. Il sindacato dei metalmeccanici (colletti bianchi e blu) paventa l’eliminazione di posti di lavoro e chiusure di impianti. Fiat e Opel «non si completano, ma hanno al contrario troppe sovrapposizioni», sottolinea Ig Metall, per il quale Opel non guadagnerebbe autonomia con Fiat, ma perderebbe l’indipendenza imprenditoriale di cui ha bisogno. Oltre alla sede centrale di Ruesselsheim, che comprende anche il centro di ricerca e sviluppo, Opel possiede in Germania le fabbriche di Bochum, Kaiserslautern ed Eisenach, quest’ultima nell’est del Paese. In Europa Opel dispone di numerosi impianti, come quello di Anversa, in Belgio, per la produzione di Astra, di Katowice in Polonia (Agila, Astra Classic e Zafira), Ellesmere Port in Inghilterra (Astra), Luton sempre in Inghilterra (Vivaro) e Saragoza in Spagna (Corsa, Meriva, Combo).
Tra le prime reazioni in Italia da segnalare quella del segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, che è intervenuto al direttivo della Fiom torinese e parteciperà oggi pomeriggio a un incontro con l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne. <<Potremmo trovarci con una grande Fiat internazionale e una piccola Fiat in Italia – ha affermato Rinaldini – Negli Stati Uniti stanno discutendo di nuovi modelli, ma in Italia Marchionne non dice quali siano previsti per diversi stabilimenti. Arrivano continui annunci, prende quota l’ipotesi relativa all’Opel. Oltre alla Chrysler mi pare ci sia una situazione un po’ confusa. Il problema – ha proseguito il leader della Fiom – è che non si capisce, dentro questi percorsi di alleanze europee o internazionali, in Italia cosa succeda. La Fiat non ha presentato alcun piano per gli stabilimenti italiani e, nel frattempo, sta raschiando liquidità in tutte le forme e modi possibili. La situazione non è così florida come viene venduta, non dire nulla peggiora le cose. Chiediamo al governo di convocare subito le parti>>. Intanto il Lingotto stamani ha voluto smentire le voci in arrivo da Detroit e riprese dalla stampa italiana, di una intesa data per “fatta” con Chrysler affermando che “la trattativa è ancora totalmente aperta e non è possibile prevedere la tempistica e l’esito finale”.
In tutto ciò Fiat ha nuovamente ribadito che non ci sarà alcun investimento cash o alcun impegno a un finanziamento in Chrysler in futuro e che l’intesa è condizionata al via libera del raggiungimento di un accordo finale con i proprietari di Chrysler entro il 30 Aprile come stabilito dall’Amministrazione americana. Assieme a Chrysler, Fiat dara’ vita al sesto maggiore gruppo mondiale dell’auto con un volume di oltre 4 milioni di unità. La complementarierà geografica con Chrysler permetterà a Fiat di guadagnare accesso ai mercato del Nordamerica e a sostenere lo sviluppo di Chrysler in Europa e in America Latina. La complementarietà di prodotti permetterà inoltre a Chrysler accesso nei segmenti A, B e C, nelle piattaforme di veicoli commerciali e nei motori altamente efficienti. Ci saranno inoltre sinergie e livello dei costi e, per Fiat, accesso al mercato nordamericano dei light trucks e un ampliamento dei volumi delle società di componenti di Fiat. (ore 16:00)