Roma – Continua a”volare basso” la nuova Alitalia che a 100 giorni dalla sua costituzione fatica a trovare il giusto assetto e si barcamena fra aerei più vuoti del previsto, sindacati in agitazione, ritardi e cancellazioni in aumento, voltafaccia di ex sostenitori.
Non è cambiato nulla insomma? Oddio, qualche timido segnale di ripresa lo si ha grazie
ai risparmi garantiti dal crollo del greggio, 150 milioni l’anno se il barile resterà a 50 euro, potrebbe riuscire – sostengono fonti vicine ai vertici – a contenere il passivo 2009 attorno ai 200 milioni del budget. Allontanando il rischio che i soci siano costretti a metter mano al portafoglio per riprendere a tappare i buchi (come si faceva con la vecchia Alitalia) a suon di ricapitalizzazioni.
Analizzando il load factor, poi, si trae un altro dato confortante: rispetto al panorama mondiale (calo del 5,6% dei passeggeri), la Magliana si muove in controtendenza. Il 13 Gennaio, infatti, viaggiava con 30 posti occupati su 100 su un network ridotto del 32% rispetto all’offerta della vecchia compagnia. Poi gli aerei – a colpi di sconti che erodono i margini – hanno ripreso a riempirsi. A fine gennaio il load factor è salito al 43% per cento, a metà Marzo al 55 e oggi pare sia vicino al 60%. Meno del 65% per cento previsto per Aprile-Maggio dall’ad Rocco Sabelli ma non lontanissimo dal 67% per cento fissato per arrivare al pareggio.
Fra i disservizi c’è segnalare la necessità di mettere a punto i servizi di pulizia, esternalizzati da poco, che sono tra le principali cause di ritardo (e di lamentele qualitative) di queste settimane. Gli scioperi bianchi dei dipendenti – specie della manutenzione – hanno generato altri disagi, ritardando la consegna di aerei in revisione. Poi c’è il nodo degli equipaggi ridotti all’osso quando i passeggeri sono più del previsto è necessario rafforzare in extremis l’equipe di assistenti di volo, con inevitabili attese. Ognuno di questi problemi ha un effetto domino sull’intero operativo: un singolo aereo non pronto, un pilota in ritardo o persino una cabina sporca bastano a mandare in tilt tutto il sistema Alitalia creando i disservizi di questi giorni.
Quanto alla disponibilità di cassa al momento, non pare un problema. I soci hanno versato 1,1 miliardi di capitale.
Se la crisi non peggiorerà, tutto il piano Cai dovrebbe essere autofinanziato, smentendo i “gufi” – come dice Roberto Colaninno – che volteggiano attorno alla compagnia. I disagi di questa prima fase avrebbero però lo stesso aperto qualche crepa tra i 16 soci della cordata italiana. (ore 12:00)