Washington – Pace fatta fra il sindacato Uaw (united autoworker) e Chrysler, il che spiana la strada ad un accordo con Fiat.
“L’accordo – si legge nel comunicato – è definito dai sindacati doloroso, ma consente di sfruttare la seconda chance per la sopravvivenza di Chrysler. La rappresentanza sindacale si augura che gli sforzi richiesti agli attuali dipendenti e ai pensionati della casa automobilistica americana facciano sì che anche gli altri protagonisti della trattativa si adoperino per una conclusione positiva della vicenda”. La ratifica dell’intesa dovrà avvenire entro il prossimo 29 Aprile.
<<L’accordo provvisorio raggiunto fornisce il quadro necessario a garantire la competitività della produzione e contribuisce a soddisfare i requisiti avanzati dal Tesoro>>, ha affermato in una nota il vice presidente Chrysler per le relazioni industriali Al Iacobelli. Chrysler sopravvive grazie ai quattro miliardi concessi dal governo e potrebbe ricevere altri 500 milioni per tirare avanti fino a giovedì, giornata entro la quale dovrà produrre un piano di riassetto che soddisfi l’amministrazione Obama. Altrimenti il Tesoro chiuderà i rubinetti del credito e l’esito più probabile per la più piccola delle tre case di Detroit sarà la vendita fallimentare.
Per ottenere i sei miliardi di dollari promessi dal governo Usa, dopo i quattro già concessi, Chrysler deve però perfezionare l’alleanza con Fiat e sciogliere il nodo del debito con banche ed hedge funds, titolari di 6,9 miliardi di dollari di crediti.
Domenica il consigliere economico della Casa Bianca Larry Summers si è detto convinto che Chrysler possa evitare di portare i libri in tribunale. L’ipotesi di bancarotta pilotata, alla quale starebbe lavorando il Tesoro statunitense, comunque, pur entrando subito in vigore, non dovrebbe ostacolare l’alleanza con la Fiat. Permetterebbe a Chrysler di liberarsi di alcune voci di bilancio in passivo e al Lingotto di scegliere le parti più redditizie della casa d’auto statunitense, ma Marchionne non ha mai nascosto il suo scarso entusiasmo.
Sulla imminente probable unione si è espresso dal Bahrein il presidente della Fiat Montezemolo, affermando:<<Siamo ottimisti e realisti. In questi momenti – ha spiegato – bisogna parlare poco e lasciare lavorare su questa idea che potrebbe essere molto importante per Fiat e logicamente per Chrysler. Poche parole, molto lavoro. Marchionne con i suoi collaboratori sta lavorando. Siamo sempre in contatto>>. 
il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, commentando l’intesa raggiunta dai sindacati Usa con la Chrysler in vista della firma dell’intesa con Fiat>>, ha affermato: <<I sindacati stanno cercando di salvare più posti di lavoro possibili. Hanno fatto il loro dovere e hanno mostrato un atteggiamento coraggioso. Quello raggiunto è un buon accordo e i sindacati si sono mostrati anche molto responsabili.
Anche il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani ha commentato l’intesa raggiunta dalle organizzazioni sindacali statunitensi:<<L’accordo raggiunto tra la Chrysler e i sindacati americani rappresenta un altro passo avanti in vista dell’accordo con Fiat. Ma non bisogna pensare solo ad una grande alleanza ma anche alla produzione in Italia. Non possiamo essere che favorevoli – ha detto il numero uno della Cgil – a tutte le intese che consolidano la presenza della Fiat nel mondo. C’è un solo però: non bisogna pensare – ha puntualizzato – solo ad un’alleanza grande ma bisogna pensare alla produzione in Italia salvaguardando l’occupazione e gli stabilimenti. Per questo indispensabile un tavolo di confronto tra noi, la Fiat e il governo>>. (ore 10:00)