Milano – Il prestito ponte concesso dal Governo italiano ad Alitalia non manca di suscitare polemiche e discussioni, ma chi effettivamente dovrebbe pronunciarsi in merito, non l’ha ancora fatto.
L’Ue, infatti, pur avendo raccolto i ricorsi di Ryanair e, pare, anche di British Airways, è ancora trincerata dietro un diplomatico “No comment”.
Il cauto atteggiamento preso dall’Unione, è stato confermato anche da Alessia Viviani, direttore marketing e vendite di Ryanair per il Sud Europa. Ryanair è stata la prima a presentare ricorso all’Unione Europea contro il provvedimento di aiuto ad Alitalia ma è ancora in attesa della risposta e la Viviani, a Milano per celebrare i dieci anni di presenza in Italia della compagnia low cost, ha dichiarato in merito: <<Dall’Unione Europea al momento non è ancora arrivato alcun segnale sul ricorso che abbiamo presentato contro il prestito ponte ad Alitalia varato dal governo, stiamo aspettando>>.
Ai giornalisti presenti alla conferenza stampa, la dirigente del vettore irlandese ha spiegato quali sono secondo lei i motivi di questa “lungaggine”: <<Si attende forse perché sta cambiando il commissario addetto alla materia. Se il Commissario ai Trasporti fosse un italiano non sappiamo se la procedura del ricorso possa venire in qualche modo rallentata – ha detto la Viviani – e comunque dobbiamo vedere chi verrà nominato: ma il problema è che Alitalia deve tagliare i costi, altrimenti c’è bisogno di un prestito oggi e ce ne sarà bisogno sempre di altri nel futuro. Dovrebbe in generale riuscire ad adeguarsi ai cambiamenti del settore, al nuovo mercato – ha concluso il direttore marketing di Ryanair – e comunque sopporta costi del personale a volte inspiegabili, come i molti dipendenti che operavano da Malpensa ma avevano base a Fiumicino>>.
Più o meno della stessa opinione il presidente di Fiat Luca di Montezemolo, che invita Alitalia ad aprire i propri orizzonti: <<Serve una compagnia che funzioni, meglio se con i colori del nostro Paese, ma che guardi al mercato. Sono importantissimi i partner industriali e la politica deve rimanere fuori dall’azienda>>. (ore 11:00)