Roma – Il comunicato dell’Istat di oggi era particolarmente atteso. Purtroppo non fornisce notizie confortanti : il Pil in Italia è diminuito, nel secondo trimestre 2009, dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 6% tendenziale. È la stima preliminare calcolata dall’Istat in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati. Si tratta del quinto calo consecutivo su base trimestrale e tendenziale. Su base tendenziale è il peggior dato almeno dall’inizio della serie storica nel 1980. Il dato acquisito per il Pil 2009 è pari a -5,1%.  L’Istat ha precisato che il secondo trimestre 2009 ha avuto le stesse giornate lavorative rispetto sia al trimestre precedente sia al secondo trimestre del 2008 e che la contrazione congiunturale del Pil è il risultato di una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi. L’Istituto di statistica ha rivisto al ribasso il dato congiunturale del trimestre precedente: da -2,6% a -2,7%. Nel secondo trimestre il Pil è diminuito in termini congiunturali dello 0,8% nel Regno Unito e dello 0,3% negli Stati Uniti. In termini tendenziali, il Pil è diminuito del 5,6% nel Regno Unito e del 3,9% negli Stati Uniti. Il comunicato con il dato definitivo verrà diffuso da Istat il prossimo 10 Settembre, mentre il 13 Novembre è prevista la stima preliminare del terzo trimestre.
La notizie buona arriva dall’Ocse: tra le principali economie dell’area l’Italia è l’unica, insieme con la Francia, che sta già dando segnali di ripresa. Dai dati del superindice diffusi dall’Ocse per il mese di Giugno emerge che i due Paesi sono stati gli unici il cui superindice a Giugno ha registrato una crescita rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Ciò segnala che Roma e Parigi, rispetto ad altre economie, hanno già imboccato la strada della ripresa. La crescita del superindice è peraltro maggiore in Italia, dove è salito di 4,8 punti su base annuale a 103,3 punti, che in Francia, dove è salito di 2,7 punti a 101,6 punti. Rispetto al mese di Maggio, l’indicatore è cresciuto di 2,2 punti per il nostro paese e di 1,4 punti Oltralpe.
Pessime notizie dagli Usa dove il deficit federale è schizzato a 1.300 miliardi di dollari nei primi 10 mesi dell’anno fiscale 2009, 880 miliardi sopra i livelli dell’anno precedente. Lo ha reso noto l’Agenzia federale indipendente Cbo (Congressional Budget Office) nel suo rapporto mensile sulla stato delle finanze pubbliche che stima per l’anno fiscale al 30 settembre un deficit federale di 1.800 miliardi di dollari. Il dato della Cbo include 169 miliardi stanziati dal Tesoro nell’ambito del piano di salvataggio del settore finanziario, il piano Tarp (Troubled asset relief program), e altri 83 miliardi di fondi destinati alle due agenzie di credito ipotecario Freddie Mac e Fannie Mae. Lo scorso Giugno le due voci erano state rispettivamente di 147 miliardi (piano Tarp) e 87 miliardi (le due agenzie). Finora, secondo il Cbo, il piano di sostegno all’economia da 787 miliardi é costato al Tesoro 125 miliardi di maggiori spese e minori entrate. A Giugno il Tesoro ha riportato un deficit di 94 miliardi, 2 miliardi meno della stima del Cbo che a Luglio ha stimato un disavanzo di 181 miliardi. Nei primi 10 mesi dell’anno fiscale 2009, la spesa per i sussidi di disoccupazione è stata 2,5 volte superiore a quella del 2008. (ore 12:00)