Roma – Francia e Germania e ora Giappone: primi segnali di ripresa anche dell’economia del Sol Levante se è vero che per la prima volta dopo cinque trimestri il pil è tornato in positivo. Nel secondo trimestre dell’anno, infatti, ha registrato +0,9% a fronte di  -3,1% del primo trimestre e del -3,5% del quarto trimestre 2008. A livello tendenziale la crescita è ancora più marcata, +3,7%. A trainare la ripresa giapponese è stato l’export, cresciuto del 6,3%, primo incremento in 5 trimestri.
In Italia, al contrario, secondo quanto comunica l’Ufficio studi della Confcommercio con il suo “Rapporto sul Terziario 2009”, il Pil quest’anno dovrebbe registrare una flessione del 4,8% e una contrazione dei consumi dell’1,9% mentre per il 2008 sono calati i consumi delle famiglie (-1%) con una accentuata flessione per auto e moto (-15,1%), servizi di trasporto (-7,4%), elettrodomestici (-7,1%) e alcuni prodotti alimentari tra cui i prodotti ittici (-5,4%); bene, invece, i prodotti per la telefonia (+15,4%), le attrezzature per la casa e il giardino (+14,3%), i tessuti per la casa (+4,7%). Negli ultimi sette anni si è registrato un vero e proprio boom nell’acquisto di telefonini (+189%), un aumento di elettrodomestici bruni (tv, impianti audio, ecc., +50%) e di medicinali e articoli sanitari (+40%); nel comparto vacanze, ha perso terreno la formula “all inclusive” (-5%); in calo libri e giornali (-9,4% e -11,3%), sono cresciuti i servizi ricreativi e culturali (+16,5%); e nella dieta delle famiglie, carne (+7,2%), pane e cereali (+5,7%) hanno sostituito il consumo di grassi (-11,9%), pesce (-4,8%); si beve più acqua che alcolici e si mangia fuori un po’ piu’ spesso (+5%). Nella composizione della spesa delle famiglie, è cresciuta l’incidenza delle spese per l’abitazione, che costituiscono ormai quasi il 30% delle spese complessive, e delle spese “obbligate” (energia, affitti, servizi bancari e assicurativi, ecc.), cresciute dal 21,7% del 1970 ad oltre il 36% del 2008. La crisi mondiale che ha interessato anche l’economia italiana, a partire dalla fine del 2007, secondo Confcommercio ha comportato inevitabili riflessi negativi sui consumi delle famiglie, diminuiti dell’1,0% nel 2008. Il dato si inserisce in un contesto di medio-lungo termine che ha visto, nel periodo 2002-2008, la spesa delle famiglie sul territorio aumentare a tassi molto contenuti (+0,5% la variazione media annua), in linea con la modesta crescita economica del Paese. Per il 2009, essendo stata la crisi più profonda e di maggiore durata di quanto ci si aspettava, le previsioni dell’Ufficio Studi di Confcommercio indicano un Pil a -4,8% e consumi a -1,9% con una lieve ripresa nel 2010 e un consolidamento della crescita nel 2011.
Per l’Ocse, invece, che la crisi rallenti è confermato dai dati preliminari sull’andamento del Pil nel secondo trimestre dell’anno. Nel totale dell’area, il dato e’ rimasto invariato su base congiunturale, contro il -2,1% del trimestre precedente. Su base tendenziale il Pil scende del 4,6%, contro il -4,7% segnato tra gennaio e marzo. Per l’Italia l’organizzazione registra un -0,5% congiunturale (-2,5% nel trimestre precedente) e un -6% tendenziale. Nel complesso del G7 il Pil segna un calo marginale dello 0,1% congiunturale, ma con forti differenze tra i vari Paesi. La variazione del Pil varia infatti tra un picco positivo dello 0,9% per il Giappone e uno negativo dello 0,8% per la Gran Bretagna. Tornano in territorio positivo, dello 0,3%, anche Francia e Germania. Su base annua, il dato migliore e’ per la Francia con -2,6%, mentre il peggiore e’ il -6,5% del Giappone. La Germania va giu’ del 5,9%, la Gran Bretagna del 5,6%. Per gli Stati Uniti l’Ocse indica un dato congiunturale in calo dello 0,3% e uno tendenziale in negativo del 3,9%. Anche l’Unione europea scende dello 0,3% su base congiunturale per un andamento tendenziale in riduzione del 4,8%. il Pil della zona Euro scende rispettivamente dello 0,1% e del 4,7%.
Buone notizie anche dagli Usa. Il deficit americano si attesterà nell’anno fiscale 2009 a 1.580 miliardi di dollari: 262 miliardi in meno rispetto alle previsioni. In Maggio la stima era infatti di 1.842 miliardi. Il deficit risulterà così pari all’11,2% del pil. Il fardello del pesante deficit, spinto dalle ingenti misure di spesa per il rilancio dell’economia e la stabilizzazione dei mercati finanziari, è considerato da molti osservatori come il vero banco di prova per il presidente americano Barack Obama. (ore 09:30)
NELLA FOTO: la Borsa di Tokyo