Roma – La corsa del petrolio non si ferma: ha superato la soglia dei 126 dollari al barile passando da un record all’altro. L’ultimo quello toccato ieri con un picco di 126,20 dollari. A trainare l’impennata delle quotazioni dell’oro nero è la debolezza del dollaro, i timori per le forniture legate alle tensioni geopolitiche e i sabotaggi degli impianti in Nigeria ma anche l’aumento della domanda di carburante in vista della stagione estiva.
Inevitabili le ripercussioni sul prezzo della benzina che è volato ai nuovi massimi: 1,472 euro al litro per la verde e 1,455 per il diesel. Per le famiglie italiane si annuncia un’estate “calda” anche a causa dei rincari che stanno per abbattersi sulle bollette di luce e gas. Secondo le previsioni  da Luglio gli aumenti tariffari toccheranno il 3,9% per il gas e il 2,5% per l’energia elettrica. Tradotte in moneta sonante, circa 51 euro in più in bolletta. Una famiglia che consuma circa 1.400 metri cubi di gas l’anno si troverà a pagare circa 40 euro in più; mentre il rincaro della luce, considerando un consumo medio annuo di 2.700 Kw/h, sarà pari a 11 euro. Su base annua la bolletta di luce e gas peserà sulle tasche degli italiani 190 euro in più.
Secondo stime del RIE tra Settembre 2007 e Settembre 2008 il gas farà registrare un aumento complessivo del 14,3% e l’energia elettrica del 12,8%. I consumatori chiedono al nuovo governo interventi immediati, a partire dal taglio delle accise, già nel primo Consiglio dei ministri per ridare potere d’acquisto alle famiglie. Il presidente di ADUSBEF, Elio Lannutti ha chiesto al neo ministro per le Attività produttive Claudio Scajola “di partire col piede giusto. Servono provvedimenti urgenti già nella prima riunione del Consiglio dei ministri – ha sottolineato Lannutti – serve un taglio delle accise di almeno 4-5 centesimi per ridare potere d’acquisto alle famiglie, bisogna andare avanti con più coraggio”.
Per Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, “bisogna avviare interventi di carattere strutturale e un serio piano energetico. Ma bisogna soprattutto intervenire per ridurre il carico fiscale delle famiglie”.
In base alle stime di Adusbef e Federconsumatori, la ricaduta complessiva del caro petrolio sulla spesa energetica sarà pari a 660 euro quest’anno. L’impatto sull’economia sarà “drammatico”, avverte Confesercenti. Secondo il presidente Marco Venturi, se il prezzo del petrolio dovesse raggiungere i 200 dollari al barile la benzina potrebbe arrivare a toccare i 2 euro al litro, provocando un crollo dei consumi dell’8-10%.
Dal canto suo Mariano Bella, responsabile ufficio studi Confcommercio mette in guardia: “Visto che il petrolio va a incidere su spese incomprimibili, l’aumento delle quotazioni colpirà in maniera cruenta, indiscriminatamente tutti i consumi”.
Mal comune mezzo gaudio? Anche in America si cominciano ad avvertire gli effetti del caro petrolio, per quanto la benzina costi molto meno che in Europa. Le statistiche indicano, infatti, che i chilometri percorsi dagli automobilisti sono diminuiti per la prima volta da oltre trent’anni. Gli americani cambiano dunque le loro abitudini e cominciano a prendere meno volentieri l’auto. Secondo la Federal Hi