Roma – Si riunirà oggi il Cda di Alitalia per esaminare i conti del primo trimestre dell’anno e discutere la richiesta avanzata dal finanziere Bruno Ermolli, incaricato dal premier Silvio Berlusconi di verificare la possibilità di una cordata italiana interessata all’acquisto di Alitalia, di poter esaminare i conti dell’aviolinea. La riunione potrebbe portare risvolti imprevisti, infatti non è, escluso che il cda, possa assumere qualche decisione sulla composizione del board. Secondo alcune indiscrezioni, il posto di Prato potrebbe essere occupato da Mario Resca (ex commissario straordinario di Cirio-Del Monte ed ex presidente e ad di McDondald’s Italia), l’imprenditore ferrarese molto apprezzato dal presidente del Consiglio, che potrebbe assumere la guida di Alitalia attualmente priva di un vertice operativo; l’attuale presidente, Aristide Police, non ha infatti deleghe operative e la gestione è affidata ad un gruppo di manager di pari livello ma nessuno con potere di coordinamento
Dal canto suo Resca ha dichiarato ieri: <<Guidare Alitalia sarebbe una cosa seria, durissima, come una punizione ai lavori forzati, ma come per una chiamata al servizio militare direi “obbedisco” perché sarebbe rendere un servizio al Paese. Negli ultimi 15 anni fior di manager si sono cimentati e oggi l’azienda è sull’orlo del fallimento. Comunque – ha concluso – accettando sarei in apnea per almeno un anno, ma lo farei per rendere servizio al Paese>>. 
Il cda di Alitalia, ridotto a quattro consiglieri dopo le dimissioni, il 2 aprile scorso, dell’ex presidente e a.d. Maurizio Prato.
Tornando alla cordata curata da Ermolli, disponibilità é stata espressa, tra gli altri, da Salvatore Ligresti, Diana Bracco, Marco Tronchetti Provera, Mario Moretti Polegato con una richiesta comune, cioé un progetto industriale chiaro e senza chiudere Malpensa. Tremonti ha confermato che si punta ad una soluzione “fondamentalmente italiana e privata”. Resta forte l’interesse di AirOne che aspira ad essere della partita e a cui potrebbe essere riservato il ruolo di partner industriale italiano. Alla finestra Lufthansa e Air France-Klm, che restano comunque soluzioni poco gradite al premier Silvio Berlusconi, il quale ha dichiarato alla Camera: <<Dobbiamo risolvere positivamente, contemperando l’interesse nazionale con le regole del mercato, una rilevante questione come la crisi dell’Alitalia, senza svendere e senza nazionalizzare. Facendo appello – ha detto – al contributo decisivo della finanza e dell’impresa italiane che hanno tutto da guadagnare e niente da perdere da un Paese più moderno ed efficiente e da un sistema di infrastrutture e di trasporti adeguato ai bisogni e al rango della nostra economia>>. (ore 11:00)