Detroit – Dopo mesi di tira e molla General Motors ha deciso di chiudere il dossier Opel con un colpo di scena: Opel non si vende. La casa automobilistica americana manterrà il controllo della divisione europea e la ristrutturerà, con spese stimate in tre miliardi di euro.
La decisione, che arriva poche ore dopo l’incontro fra Barack Obama e la cancelliera Angela Merkel, che negli ultimi mesi si era spesa in favore di Magna, è stata presa in considerazione <<del miglior clima imprenditoriale degli ultimi mesi e all’importanza di Opel/Vauxhall nella strategia globale di Gm, che pertanto ha deciso avviare un piano di ristrutturazione coscienzioso>>. Non è escluso che sulla svolta abbia pesato anche l’avvio dell’istruttoria da parte della Ue sugli aiuti di Stato che la Germania avrebbe concesso nel passaggio. Nelle scorse settimane, infatti, la Ue aveva messo in guardia Berlino contro il fatto che gli aiuti finanziari promessi alla Opel sarebbero stati considerati aiuti di stato se vincolati alla cessione a Magna e non ad altri partner. Bruxelles aveva chiesto anche a Gm una conferma scritta che la decisione ha seguito criteri di mercato, e forse l’impossibilità di garantirlo (viste le palesi pressioni che per tutta la trattativa i tedeschi avevano esercitato) ha contribuito al ripensamento.
<<Presenteremo a breve il nostro piano di ristrutturazione alla Germania e agli altri governi interessati e speriamo venga accolto favorevolmente>>, ha commentato afferma in una nota l’amministratore delegato di Gm, Fritz Henderson, precisando che il suo gruppo intende lavorare di concerto con i sindacati europei alla sviluppo di un piano adeguato per Opel. Un portavoce di Gm ha detto che il piano in questione prevede di <<ottenere il grosso dei finanziamenti tramite garanzie europee su prestiti>>, ovvero dai vari Governi, principalmente quelli di Germania, Gran Bretagna e Spagna.
Il colosso Usa, appena uscito dall’amministrazione controllata, si regge in effetti sui finanziamenti di Washington, che ne è diventata azionista di maggioranza, e ha già dovuto impegnarsi la settimana scorsa in una ricapitalizzazione da oltre 400 milioni di dollari della filiale coreana Daewoo.
Fino a ieri il via libera all’operazione era dato per probabile, anche se nei mesi scorsi il board di Gm aveva più volte preso tempo per valutare meglio le varie opzioni.
E’ dal mese di Agosto, infatti, che nel board stavano crescendo i dubbi sulla cessione delle attività europee e i continui slittamenti della firma definitiva con Magna e i russi di Sberbank.
Magna intanto incassa il colpo e in un breve comunicato dichiara di comprendere le decisioni che hanno spinto i 13 membri del consiglio di amministrazione di Gm a tornare sui suoi passi e a optare per non cedere il marchio.
<<Continueremo a sostenere Opel e Gm nelle sfide che si troveranno ad affrontare>>, ha spiegato il co-amministratore delegato di Magna Siegfried Wolf.
Duro il commento del governo di Berlino, che per favorire la conclusione di un accordo con Magna, aveva accordato aiuti per 4,5 miliardi di euro. L’accordo raggiunto prevedeva che alla società austro-canadese andasse il 55% di Opel, a fronte del 35% di Gm e del 10% in mano ai lavoratori in cambio di concessioni per 265 milioni di euro l’anno.
Il governatore dell’Assia Ronald Koch critica aspramente il comportamento della casa automobilistica americana e chiede che restituisca entro il 30 Novembre prossimo i fondi ricevuti attraverso il prestito ponte.
Secondo il ministro tedesco dell’Economia Rainer Bruederle, il comportamento di Gm sul dossier della controllata tedesca Opel è inaccettabile.
<<Un simile comportamento per i lavoratori otto settimane prima di Natale non è assolutamente accettabile>>, ha commentato, appunto Bruederle, che ha promesso: <<Riprenderemo i soldi dei nostri contribuenti>>.
Uno dei problemi più grossi da risolvere sarà ora quello del rapporto con i sindacati della Opel: i loro rappresentanti si erano impegnati proprio martedì sera con Magna, la potenziale acquirente, ad accettare misure di risparmio per 265 milioni di euro l’anno ma hanno più volte ribadito che tali concessioni non valgono nel caso in cui Gm rimanga alla guida di Opel. (ore 11:15)