Detroit – Il ministro dell’Economia tedesco Rainer Bruederle ha incontrato il capo negoziatore americano John Smith e il nuovo numero uno di Opel, Nick Reilly, per parlare della questione Opel.
Al termine dell’incontro, voluto dagli americani, il ministro ha ribadito le sue aspettative: <<Mi aspetto che General Motors fornisca il grosso dei finanziamenti per il rilancio di Opel>>.
Per quanto riguarda il nuovo piano di rilancio, Bruederle, stimando il costo della ristrutturazione della controllata di Gm in 3,3 mld di dollari, ha detto che <<la palla è nel campo di Gm>>, ricordando però che, poiché Opel brucia ancora cassa, ogni mese che passa prima dell’attuazione del piano è destinato ad aumentarne i costi.
Gli americani, intanto, proseguono nella loro campagna di riappacificazione: l’amministratore delegato Fritz Henderson ha assicurato che Opel e la cugina inglese Vauxhall godranno di una maggiore autonomia, anche se ha avvertito che resteranno comunque marchi solo europei. Reilly, dal canto suo, ha sottolineato che «maggiore autonomia vuol dire anche maggiore responsabilità». Il manager americano ha anche ritirato la minaccia dell’insolvenza per Opel nel caso in cui non venga raggiunto un accordo con i sindacati sulle misure di ristrutturazione. «Un’insolvenza non è necessaria né probabile» ha detto.
Quanto alle tensioni con i “tedeschi” seguite alla scelta di non vendere più Opel a Magna, Henderson ha scritto personalmente una lettera alla cancelliera tedesca Angela Merkel, che martedì aveva duramente criticato il voltafaccia di Gm su Opel, ribadendo le scuse e si dicendosi convinto che «la soluzione scelta sarà la migliore anche per l’azienda tedesca».
La prossima settimana l’azienda americana inizierà i negoziati con i Governi europei e i rappresentanti sindacali. Detroit ha già elaborato un suo piano di riassetto, le cui cifre non dovrebbero discostarsi troppo da quelle del precedente progetto: in particolare, sarebbero previsti circa 10 mila esuberi di cui la ripartizione verrà decisa solo dopo i negoziati.
La decisione di mantenere Opel nella scuderia Gm è stata pubblicamente appoggiata da Ed Whitacre, il presidente di Gm, il quale ha però definito forse troppo ottimistiche le previsioni di Henderson di un ritorno in Borsa entro la fine del prossimo anno. «La Intanto la canadese Magna sta valutando se chiedere i danni a General Motors, che ha rifiutato all’ultimo momento di vendere la controllata Opel. Lo ha detto il copresidente del gruppo canadese di componentistica Siegfried Wolf: <<Ci sono delle discussioni e lo chiariremo nelle prossime settimane>>, ha detto Wolf alla radio austriaca Oel rispondendo alla domanda su una possibile richiesta di danni per gli oneri di 100 milioni di euro, secondo la stampa, generati dalla retromarcia di Gm.
Senza confermare la cifra Wolf ha detto che <<si tratta di una grossa somma perché si trattava di trovare la soluzione a un tema particolarmente complesso>>. (ore 13:00)