Roma – Il corteo organizzato dalla Cgil a Roma è servito ai metalmeccanici della Fiom per contestare il piano Fiat, che prevede entro il 2011 la fine della produzione automobilistica nella fabbrica di Termini Imerese senza alcuna garanzia per i dipendenti che, intanto, si dicono <<pronti a difendere lo stabilimento con azioni forti e incisive>>.
Fermento fra i sindacati con in testa il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini che afferma: <<Se lo scordano di chiudere Termini Imerese, la Fiat ha firmato un accordo per produrre qui la nuova Y. Non esiste che loro si prendono gli eco-incentivi, ovvero i contributi dei lavoratori, e allo stesso tempo chiudono lo stabilimento di Termini Imerese. Secondo noi – ha aggiunto – l’eventuale proroga degli incentivi auto deve essere legata alla garanzia che vengano mantenuti gli stabilimenti nel nostro Paese, come del resto fanno gli altri Paesi europei. Anche perché, i tre modelli incentivati finora sono stati la Grande Punto, la Panda e la 500, che sono prodotti in Polonia>>.
Secondo Rinaldini, inoltre, è di difficile che si realizzi l’aumento della produzione nel Paese prospettato dal Lingotto, che dovrebbe passare dagli attuali 600-650 mila a 850-900 mila pezzi l’anno. Il leader della Fiom sostinene, inoltre, che l’Italia è il Paese che produce meno auto di tutta l’Ue e per questo <<non ha senso chiudere stabilimenti. La favola che a Termini Imerese non si possono fare auto ce la devono spiegare>>.
Anche il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha detto la sua in merito alla situazione Fiat, chiedendo, fra l’altro, l’intervento del Governo: <<Non si possono dare risorse alla Fiat, soldi dei cittadini – ha detto – e poi chiudere gli stabilimenti nel Sud, come Termini Imerese>>.
Dal governo, ha prontamente risposto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi: <<Valuteremo a tempo debito, la questione è molto delicata – ha detto – Ma in ogni caso l’esecutivo ha sempre voluto che tutti i processi di riorganizzazione produttiva fossero affrontati trasparentemente presso tavoli negoziali>>
Altra voce che si leva dal Governo sul piano Fiat è quella del ministro Scajola, che ha affermato: <<Valuteremo il piano industriale Fiat pronti a fare la nostra parte.Fiat che cresce nel mondo – ha detto il ministro per lo Sviluppo economico – è una che Fiat cresce anche in Italia, su questo convincimento noi chiediamo che ci sia più produzione di auto nel nostro paese di quella che si svolge attualmente. Vogliamo far crescere la Fiat in Italia e siamo disponibili a collaborare come Governo>>. Il ministro ha anche annunciato che in Dicembre si terrà un incontro fra Sergio Marchionne, a.d. Fiat e Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio. (ore 11:00)