Torino – Gli stabilimenti della Fiat di Termini Imerese e dell’Alfa Romeo di Arese saranno accomunati probabilmente dalla stessa  sorte, la dismissione, e stamani anche dalle proteste che hanno messo in atto le tute blu.
Circa 200-300 operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese e dell’indotto, infatti, hanno occupato il municipio e la stanza del sindaco Salvatore Burrafato, dopo un’assemblea davanti ai cancelli della fabbrica. Le tute blu si erano messe in marcia verso il centro abitato ma poi hanno scelto di presidiare il municipio, non n prima di avere eletto simbolicamente fra loro un nuovo sindaco che si è ammantato della striscia Tricolore e ha dichiarato: <<Se le istituzioni non prendono in considerazione i nostri problemi cercheremo di fare da soli>>. Gli operai insistono affinché il vicesindaco Miccichè vada in Comune per parlare con loro e chiedono di fissare un incontro con il ministro Claudio Scajola, prima che la Fiat presenti ufficialmente il piano industriale. <<Senza questi due passaggi – avvertono – staremo qui ad oltranza>>.
Gli operai palermitani sono di nuovo in cassa integrazione e temono che l’azienda possa smantellare il sito dove attualmente si produce la Lancia Ypsilon. <<La nostra – ha spiegato Roberto Mastrosimone della Fiom – è un’azione simbolica per chiedere attenzione sulla vertenza in atto. Siamo qui perché vogliamo incontrare il vicesindaco, cioè il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, con delega al Cipe, Gianfranco Miccichè>>.
Protestano anche, dicevamo, i lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese, tutti in Cassa integrazione, davanti alla sede di Assolombarda, mentre una delegazione sindacale sta discutendo con i rappresentanti della Fiat del trasferimento del Centro Stile da Arese a Torino. Numerosi gli striscioni e le bandiere di Slai-Cobas, Fiom-Cgil e Flmu-Cub.
<<La chiusura dell’Alfa – ha spiegato Corrado Delle Donne dello Slai-Cobas – è uno sfregio per tutta Milano, l’Alfa Romeo è stata regalata alla Fiat a suon di tangenti, e Torino, dopo aver incassato 2 mila miliardi per Arese a fondo perduto vuole chiudere tutto, toghe rosse cercasi>>.
Secondo Delle Donne <<al danno si aggiunge la beffa, perché Fiat se ne va da Arese ma lascia a comandare l’area un suo ex manager, Luigi Arnaudo>>.
Davanti alla sede di Assolombarda è stata posata la riproduzione di un bonifico da 4 miliardi di lire eseguito l’11 Marzo 1992 da Credito Italiano alla Banque Internationale de Luxembourge a favore del cliente Gabbiano. <<Quel Gabbiano – ha spiegato Delle Donne – era Bettino Craxi e l’assegno fu staccato da Cesare Romiti perché l’Alfa venisse ceduta alla Fiat anzichè alla Ford>>. I lavoratori hanno rivolto anche un appello alla Lega Lombarda: <<Anche L’Alfa Romeo è in Padania, non è Terronia, voi dove siete?>>. (ore 11:25)