Torino – A nulla sono valse le proteste dei dipendenti dell’Alfa di Arese contrari al trasferimento delle attività dallo stabilimento a partire dal 4 Gennaio. Ieri, infatti, la Fiat ha confermato la procedura di trasferimento a Torino di 232 dipendenti.
«La Fiat ci ha detto che intende confermare la procedura di trasferimento – ha detto ad Apcom Mario Ricciardi dello Slai Cobas – L’incontro è durato un quindicina di minuti, giusto il tempo di comunicarci il trasferimento dei 232 lavoratori di Arese a partire dal 4 Gennaio». I sindacati, per tutta risposta, hanno confermato le manifestazioni di protesta per il 20 e il 23 Novembre. «Questo venerdì – ha spiegato Ricciardi – noi dello Slai Cobas effettueremo una manifestazione di protesta, anche se non abbiamo ancora deciso la modalità. Per lunedì prossimo, invece, insieme a tutti i sindacati abbiamo organizzato un’assemblea che si svolgerà di fronte allo stabilimento. Come abbiamo già fatto in passato – ha spiegato Ricciardi – non escludiamo di bloccare di nuovo l’autostrada oppure l’aeroporto di Malpensa. Quello che vorremmo, però, è che le istituzioni spieghino bene da che parte stanno, perché a difendere l’Alfa di Arese continuiamo ad essere solo noi operai, mentre le istituzioni e gli enti locali continuano ad essere assenti>>.
E continuano le proteste anche a Termini Imerese dove i 200 dipendenti che hanno occupato ieri il Municipio vi hanno trascorso la notte e hanno espresso la volontà
di mantenere il presidio fino a quando il ministro Scajola, non fisserà un incontro per discutere sul futuro dello stabilimento.
Ministro dello Sviluppo economico, già contattato tramite lettera dal sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato.
 <<Ho fatto presente al ministro che non si possono erogare eco-incentivi a un’azienda che chiude una fabbrica, e ho rivolto un invito ai parlamentari, non solo siciliani, a votare contro il provvedimento – ha spiegato il primo cittadino – Vogliamo parlare col Governo prima che il Lingotto presenti il suo piano, perché a quel punto tutto diventerebbe più difficile>>. Intanto, gli operai insistono per incontrare subito il sottosegretario Gianfranco Miccichè, vicesindaco di Termini Imerese e titolare della delega al Cipe.La risposta del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, che peraltro già ieri aveva affermato: <<l’occupazione sarà salvaguardata e il Governo, insieme alla Regione siciliana, è pronto a sostenere con un contratto di programma l’eventuale riconversione produttiva, la situazione non va drammatizzata>>, non si è fatta attendere.
Alle 17:30, infatti, Scajola incontrerà a Termini Imerese i segretari provinciali dei sindacati di Cgil, Cisl e Uil, «per discutere sulle prospettive dello stabilimenti Fiat». Il primo Dicembre, inoltre, il ministro incontrerà Sergio Marchionne per fare un punto sul piano industriale Fiat e gli chiederà «impegni precisi sul futuro di tutti gli stabilimenti italiani.
Sulla questione è intervenuto il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, in particolare sullo stabilimento di Termini Imerese, affermando: <<l’amministratore delegato Sergio Marchionne è stato molto chiaro su tutto. Ci sono in programma incontri con governo e sindacati, parleremo a tempo debito, al momento opportuno. Ora c’è un grande impegno su Chrysler – ha detto Montezemolo – che è molto interessante, una bella sfida: in questi giorni ho avuto modo di sentire e condividere con Marchionne progetti, con ricadute molto importanti anche per l’Italia e l’Europa>>.
(ore 11:00)