Torino – A margine della visita al Centro ricerche della Fiat del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, Sergio Marchionne nel suo ruolo di anfitrione ha dichiarato: <<La Fiat è pronta a discutere con il governo e con le parti sociali sulle strategie future del gruppo in Italia, ma è necessario fare i conti con la realtà che è cambiata e che richiede un riallineamento della capacità produttiva. Abbiamo un piano industriale intelligente e riusciremo a portare la capacità produttiva del Paese avanti. La cosa importante è cercare di non difendere tutto. Se vogliamo tenere tutti gli stabilimenti aperti, fare tutte le cose necessarie, diventano richieste non fattibili in un mondo che è cambiato drasticamente. Non possiamo tornare ad una realtà che non esiste più. Abbiamo sei stabilimenti in Italia e quello che facciamo qui è l’equivalente di quello che facciamo in una sola fabbrica in Brasile. Questo non ha nessuna logica industriale>>.
Sulle tensioni a Termini Imerese <<cerchiamo di non illuderci. Capisco la posizione degli operai, sono disposto a lavorare con tutti, ma bisogna confrontarsi sulla realtà industriale e vedere qual è la soluzione intelligente. La Fiat fa auto, camion, trattori e motori. La politica industriale di sviluppo di questo Paese la fa il Governo, non può essere responsabilità della Fiat. Non minaccio nessuno, sono semplicemente disposto a dare le nostre previsioni su come andrà il mercato poi spetta ad altri crederci o meno>>.
Più specificamente sulla situazione dello stabilimento siciliano Marchionne, rispondendo ad una domanda circa i finanziamenti ricevuti dal gruppo da parte della Regione, ha sottolineato che la Fiat non ha mai ricevuto un euro da nessuno. I sindacati hanno sostenuto che il gruppo ha ricevuto 500 milioni. <<Non ho fatto nessuna richiesta di incentivi – ha aggiunto il manager riferendosi poi al quadro più generale – né la faremo. È una scelta di politica industriale del governo Berlusconi. Devono decidere loro. La Fiat gestirà ogni decisione che prenderanno>>.
A riprova delle informazioni delle affermazioni dell’a.d. di Fiat circa la situazione degli stabilimenti italiani, il segretario della Fim-Cisl di Basilicata, Antonio Zenga, ha oggi affermato che <<La produzione di auto nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat scenderà di 171 unità al giorno dal 30 novembre. Passerà da 1.566 a 1.395. Il calo di produzione è legato alla diminuzione della domanda. Deciso il rientro in Campania di 202 operai trasferiti a Melfi da Pomigliano d’Arco. Confermate le 4 giornate di cassa integrazione a Melfi (25, 26 e 27 novembre e 7 dicembre).
Ma nonstante tutto Marchionne ha dichiarato che il Novembre di Fiat va <<Secondo attese, confermo le previsioni, no ad altre alleanze, fino al segmento C – ha aggiunto l’ad di Fiat – si produce in Europa, il resto in Usa dove andrà prima l’auto elettrica perché là la tecnologia è più avanti>>. (ore 18:00)
Nella foto: Sergio Marchionne, a.d. Fiat