Bologna – Con quali mezzi ci si muove nelle regioni italiane? Quali peculiarità contraddistinguono i territori del Bel Paese? Europ Assistance ha presenta una classifica che mette per la prima volta a  confronto le 20 regioni d’Italia rispetto a “vetustà” del parco macchine, propensione al possesso e al desiderio di un’auto italiana.
L’indagine, realizzata dall’istituto di ricerca indipendente SWG, è stata condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana e fa emergere la fotografia di un Paese fortemente frammentato in cui permangono ancora differenze significative da regione a regione. Se per le strade dell’Emilia Romagna e del Lazio circolano per lo più auto nuove che fanno promuovere le due regioni a “pieni voti” nella classifica dell’indice di “vetustà” del parco macchine degli italiani (insieme con Umbria, Veneto, Friuli Venezia Giulia), ben diversa è la situazione in Basilicata e Puglia dove troviamo in circolazione una prevalenza di auto vecchie e inquinanti con una fortissima concentrazione di queste in Lucania. Sardegna e Trentino Alto Adige, seppure geograficamente e culturalmente territori molto lontani, si trovano in questa particolare classifica, vicine: la prima leggermente sopra la media italiana (102 punti, fatta 100 la media), la seconda poco sotto (97 punti).
Se si analizza la “propensione all’acquisto o al desiderio di un’auto “made in Italy”, si evidenzia come, nonostante la globalizzazione e l’ampio panorama di scelta fra marche di tutto il mondo, sono ancora tante le regioni che preferiscono optare per un’auto nostrana. Gli italiani sono “autarchici” con un picco in Molise e Basilicata, in testa alla classifica. Friuli Venezia Giulia e Lombardia, in coda, sono invece le regioni più esterofile del Bel Paese. Indecisi sul possesso e il desiderio di un’auto italiana sono invece umbri, marchigiani e gli abitanti del Trentino Alto Adige. (ore 09:00)