New Delhi – Il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, rispondendo a New Delhi, a una domanda circa l’interesse del gruppo cinese Chery sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese ha affermato: <<Il nostro interesse è aiutare e collaborare con Fiat a crescere in Italia – ha aggiunto Scajola a margine del forum Italia-India – ma siamo aperti a qualunque opportunità. E’, comunque, prioritario aumentare la produzione in Italia perché è troppo bassa. In Italia non si arriva a un terzo di auto vendute nel Paese – ha sottolineato il ministro – mentre in Francia e in Germania si producono più auto di quelle che si immatricolano >>.
Nel nostro Paese la produzione attuale è pari a 600-650 mila pezzi rispetto ai 2 milioni di auto prodotte dalla Spagna.
<<In questi giorni – ha poi aggiunto il ministro avrò occasione di parlare con esponenti importanti indiani e cinesi. Vedrò – ha detto – Tata che riceverà una onorificenza dall’Italia. Nel nostro Paese vi è una tradizione molto forte, vi è una monoproduzione di auto mentre nel passato le case automobilistiche erano diverse>>. In ogni caso il presidente dell’impresa automobilistica cinese Chery Automobile, ha smentito ogni interesse per la Fiat di Termini Imerese.
Yin Tongyue ha, infatti, affermato di <<aver saputo dalla stampa>> del suo interesse all’acquisto dello stabilimento. Yin ha però confermato che la Chery ha intenzione di stabilire 15 fabbriche all’ estero, <<inclusi gli acquisti di fabbriche già esistenti che hanno sospeso la produzione>>.
Quanto al mercato dell’auto, Scajola ha detto che gli incentivi <<sono un doping, quindi devono essere a scendere, per riportarci nella normalità. Stiamo valutando la questione insieme agli altri paesi europei, in una logica di concertazione degli interventi>>.
TERMINI IMERESE – Intanto a Termini Imerese ha avuto luogo la protesta degli operai Fiat contro la decisione di non produrre più auto nella fabbrica siciliana dal 2012. Secondo i sindacati, il piano della Fiat metterebbe a rischio migliaia di posti. Oggi, secondo il sindacato, diecimila persone hanno partecipato alla manifestazione contro la decisione della Fiat di non produrre più auto nella fabbrica siciliana. Secondo le organizzazioni dei lavoratori l’adesione allo sciopero da parte degli operai della Fiat e delle aziende dell’indotto è stata totale. Alla Fiat la produzione è ferma, così come alla Lear, alla Bm Sub e alla Ergom.
A Termini Imerese son chiuse anche le scuole e i negozi. In piazza, assieme agli operai della Fiat e delle aziende dell’indotto, ci sono migliaia di studenti e persino dei preti. Al passaggio del corteo, i commercianti hanno abbassato le saracinesche come atto simbolico e in segno di solidarietà ai lavoratori. Molti operai indossano magliette bianche con la scritta «Fiat e indotto: non si tocca».  (ore 13:00)
Nella foto: il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola.

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