Roma – Il presidente di Unrae, Loris Casadei, sottolinea la necessità di prorogare gli incentivi statali per il mercato dell’auto 2010, per evitare tonfi nelle vendite.
Secondo il presidente dell’Unrae se nel 2010 gli incentivi non verranno prorogati o saranno ridotti in maniera sostanziale, il mercato in Italia, che proprio grazie agli stimoli governativi quest’anno chiuderà a 2.150.000 unità in calo solo dello 0,6% rispetto al 2008, rischia di crollare fino a 1.800.000 con un tonfo del 16,3%.
<<Ritengo indispensabile affrontare e sciogliere i nodi che intralciano il cammino del settore automotive italiano verso quella stabilità capace di restituire alle Case automobilistiche, alle Reti di vendita e ai consumatori l’equilibrio necessario ad uno sviluppo programmato dell’ecologia e della sicurezza. Tutto ciò é necessario affinché il ritorno alla normalità che farà seguito alla fine della crisi non trovi impreparato il nostro Paese. Il mondo dell’auto, non solo in Italia, vive un periodo di grandi incertezze che si traducono in perdite economiche a tutti i livelli, indotto compreso, in disoccupazione e perdita di professionalità con almeno 10.000 posti di lavoro a rischio nel solo settore della distribuzione nel nostro Paese>>, ha dichiarato Casadei che ha introdotto anche alcuni elementi di riflessione fortemente innovativi, si è soffermato in particolare sulle misure che le Istituzioni dovranno adottare, evidenziando subito l’inderogabile necessità che gli incentivi alla rottamazione, unica misura capace di generare un significativo ricambio del parco circolante con l’eliminazione di vetture vecchie, inquinanti e meno sicure di quelle oggi tecnologicamente più avanzate, siano riproposti in forma analoga a quelli adottati nel febbraio 2009 e che hanno consentito, a tutto ottobre, la rottamazione di circa 700.000 vetture più altre 95.000 circa incentivate senza rottamazione, per un totale di quasi 800.000 vetture, sostituite per il 42% con automobili a basso impatto ambientale, che hanno goduto di bonus statali (oltre 331.000). Significativo calo delle emissioni di CO2 A sostegno della necessità di proseguire con l’ammodernamento del parco circolante, i dati elaborati dagli analisti dell’Unrae, indicano una riduzione di 8,7 g/km di CO2 nei valori medi ponderati relativi al periodo marzo-novembre 2009 (corrispondente all’applicazione degli attuali eco-incentivi), rispetto ai 13 mesi precedenti (gennaio 2008-febbraio 2009), con il passaggio da 144,5 a 135,8 g/km di CO2.
Su questo punto, il presidente Casadei ha richiamato comunque l’attenzione anche sugli altri fattori di inquinamento dell’aria, ricordando che la CO2 non è il solo nemico dell’ambiente. A supporto di queste informazioni, l’Unrae ha presentato uno studio, tramite il quale è stato analizzato in profondità il fenomeno degli eco-incentivi, evidenziando le tipologie di alimentazione che hanno beneficiato delle agevolazioni, le aree geografiche di maggiore penetrazione, nonché la configurazione dell’utilizzatore tipico per regione, età, sesso. Non ultimo, è stato dato risalto alla qualità delle emissioni dei veicoli maggiormente incentivati.
L’Unrae chiede che le vetture ammesse alla rottamazione con incentivi siano la totalità delle Euro 2 attualmente in circolazione, che sommate alle Euro 0 ed alle Euro 1 ancora sulle strade, porterebbe l’universo delle auto rottamabili a 13.700.000, pari al 40% dell’intero parco circolante, tutte vetture con almeno dieci anni di vita.
<<Nel reiterare i bonus per le auto a basso impatto ambientale – ha aggiunto il presidente dell’Unrae – è essenziale che non vi siano privilegi di alcun genere nei confronti del metano, che va giustamente annoverato fra i carburanti ecologici, ma che deve avere lo stesso diritto di cittadinanza del GPL, affinché non si colgano occasioni trasversali per dare vita ad un tipo di concorrenza che finirebbe per nuocere profondamente al concetto stesso di libera impresa>>.
Nel quadro delle misure che dovranno restituire, nel medio periodo, una fisionomia stabile al mercato dell’automobile, l’Unrae richiama l’attenzione del Governo sulla non sostenibilità di un carico fiscale nettamente superiore alla media europea, soprattutto alla luce di quanto poi viene restituito al cittadino automobilista in termini di infrastrutture e di servizi. All’interno della struttura fiscale che grava sull’intera filiera dell’automobile, l’Unrae – ha sottolineato il presidente Casadei – ha allo studio una Proposta di Legge tesa ad un netto miglioramento del trattamento fiscale delle auto aziendali. A questo proposito, giova ricordare che solo in Italia, fra i grandi Paesi europei, vige la quota ammortizzabile del bene-auto limitata al 40%, contro il 100% di Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna. In aggiunta, nel nostro Paese anche la quota Iva detraibile è solo del 40%. Ricordiamo che nel 2008, ultimo dato ad anno intero, in Italia le vendite a società e ad aziende hanno rappresentato il 31% del mercato, contro il 40% della Francia, il 45% della Spagna, il 58% della Gran Bretagna e il 60% della Germania.
<<Una revisione della fiscalità delle auto aziendali – ha commentato Casadei – consentirebbe un incremento stabile delle vendite di settore di circa 100.000 auto l’anno, con positiva influenza sull’intero mercato dell’automobile e del relativo indotto>>. L’Unrae ha anche evidenziato una certa mancanza di visione politica dell’auto a livello governativo, vista l’assenza di logica nell’esclusione di tali veicoli, unitamente a quelli destinati al trasporto merci dalla cosiddetta Tremonti-ter.
Tassa di circolazione con la formula “pay per use” <<Vi è molto da fare anche sul fronte della burocrazia – ha aggiunto il presidente dell’Unrae – ed è forte l’esigenza di liberare il mondo dell’auto e il cittadino automobilista dalle pastoie che rendono inutilmente complicata la vita>>.
Il pay per use potrebbe essere giustificabile – ha commentato Casadei – un ritorno alla tassa di circolazione in funzione dell’uso, monitorabile con le moderne tecnologie>>.
Con uno sguardo ad un futuro che si va avvicinando, Casadei ha poi sollecitato un serio impegno da parte del “Sistema Italia”, affinché l’arrivo sul mercato dell’auto elettrica, passo importante del percorso ecologico, non trovi spiazzato e impreparato il nostro Paese specialmente per ciò che attiene le infrastrutture.
Omogeneizzare a livello europeo le politiche per l’auto Non sono mancate riflessioni sul futuro dell’auto nel nostro Paese. <<Occorre rafforzare il dialogo con le Istituzioni per ripensare l’intero comparto dell’auto – ha detto Casadei – dando vita ad una revisione liberista e democratica delle normative del settore, omogeneizzando le politiche a livello europeo, realizzando un vero piano industriale del comparto>>.
Non è mancato un significativo accenno, sia pure trasversale, anche al futuro associazionistico, riferito alle funzioni strategiche di Unrae e Anfia, Associazioni che rappresentano rispettivamente gli interessi delle Case estere e di quelle italiane: “Si può ancora parlare di differenza fra auto nazionali e straniere – si è chiesto Casadei – quando poi le auto si producono dove industrialmente e strategicamente si ritiene più opportuno, a prescindere dalla nazionalità del Costruttore?>>.
In discesa il prezzo reale delle automobili Nel corso della sua relazione, il Presidente dell’Unrae ha anche parlato dei prezzi delle automobili. <<Il mercato dell’auto è in crisi: dalla filiera produttiva, componentistica nazionale inclusa, a quella commerciale sino al cliente finale. In questo difficile scenario, il prezzo di listino delle auto, come rilevato dall’Istat, si è mantenuto costantemente al di sotto del tasso di inflazione con oltre 10 punti in meno, ma – ha evidenziato con forza Casadei – se si considerano le politiche promozionali e gli sconti praticati da Case e Concessionari, il prezzo reale medio pagato dal consumatore finale è ancora più basso di quello calcolato dall’Istat>>.
Nel 2010 senza politiche di sostegno, in forte calo auto e veicoli da trasporto. Com’è consuetudine, gli analisti dell’Unrae hanno elaborato le previsioni di fine anno e del 2010 dei vari settori rappresentati. Per le auto l’anno 2009, grazie agli incentivi alla rottamazione, riuscirà a recuperare le pesanti flessioni di inizio anno, per chiudere a 2.150.000 unità, in linea con i risultati del 2008. Due scenari si aprono, invece, per l’anno che verrà, per il quale l’Associazione prevede – in presenza di un rinnovo degli incentivi alla rottamazione secondo le modalità attuali e con l’estensione a tutte le vetture Euro 2 (anni 2000 e 2001) – un mercato delle immatricolazioni a 2.100.000 unità; viceversa, non si potranno superare le 1.800.000 unità, qualora gli incentivi non venissero prorogati. Per il settore del trasporto merci, l’anno che si avvia alla conclusione è stato caratterizzato da pesanti flessioni: i veicoli commerciali registreranno un calo di quasi il 23% e, in assenza di politiche di sostegno, archivieranno nel 2010 160.000 immatricolazioni, quindi, un’ulteriore flessione di circa il 7%, mentre il loro inserimento nella Tremonti-ter li condurrebbe a circa 200.000 immatricolazioni (+15,9%) nel nuovo anno.
Per i veicoli industriali, l’UnraeE stima un mercato del 2010 a 17.000 immatricolazioni, con una riduzione del 5,6% rispetto ai risultati di questo anno, che si sta per chiudere con una flessione davvero rilevante che sfiorerà il 50% (18.000 unità).
Anche il settore degli autobus per il 2009 farà registrare un calo del 24,6%, per il 2010, invece, si prevede un andamento in controtendenza, con una ripresa del 19,4% con 3.700 immatricolazioni, dovute – in particolare – alle assegnazioni di autobus
finanziati. Infine, i veicoli da campeggio, dopo una diminuzione del 25% e 10.500 unità nel 2009, sono previsti in ulteriore calo nell’anno a venire (9.000 immatricolazioni, -14,3%). (ore 18:00)
Nella foto: Loris  Casadei, presidente Unrae.

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