Torino – Non è certo il finale “E vissero tutti felici e contenti” che si auspicavano gli operai di Fiat Auto, quello prospettato dall’a.d. Sergio Marchionne nel suo piano di rilancio.
Dopo le proteste iniziate nella serata di ieri sotto Palazzo Chigi le tute blu del Lingotto a Termini Imerese e Pomigliano d’Arco hanno incrociato le braccia in uno sciopero al quale aderiscono in massa, oltre agli operai del Lingotto, anche i lavoratori dell’indotto.
Secondo Angelo Comella, segretario provinciale della Uilm, gli operai hanno aderito al 100% nell’intera zona industriale di Termini Imerese.
Proteste anche in Campania, dove una ventina di operai della Fiat di Pomigliano si sono incatenati davanti al Municipio per il mancato rinnovo del contratto in scadenza tra Dicembre e Marzo. Da mercoledì scorso i lavoratori hanno occupato la sala consiliare e sono saliti sul tetto del Comune alle porte di Napoli.
Sempre sul fronte sindacale, l’Ugl ha proclamato uno sciopero oltre che a Termini Imerese anche ‘a Pomigliano d’Arco, dopo l’esito insoddisfacente del tavolo a Palazzo Chigi’. Il segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici Giovanni Centrella sottolinea che <<Termini Imerese non deve chiudere, si tratta dell’unica fonte economica di tutto il territorio ed è impensabile uno stop della produzione. Anche per lo stabilimento di Pomigliano – prosegue l’esponente del sindacato di via Margutta – non abbiamo ricevuto nessuna risposta sul futuro dei 91 lavoratori precari non riconfermati. Se è vero, come ha detto ieri dell’ad di Fiat, che in Campania si produrrà la Panda, non riusciamo a capire perché per questi lavoratori non possa esserci una riconferma>>.
Ancora oggi il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, auspica per Termini Imerese <<Un futuro industriale ancora con l’auto. Il polo industriale di Termini Imerese non può essere chiuso. Già da Gennaio – ha detto – convocherò un tavolo di confronto con la Regione Sicilia, la Fiat e le forze sociali perché Termini Imerese possa avere un futuro industriale. Mi auguro ancora con l’auto, in modo conveniente. Ci sono risorse che possono essere messe a disposizione come Governo e come Regione Sicilia – ha sottolineato Scajola – E se non riuscissimo a dare un futuro per l’auto, e comunque questa è la prima opzione, non lasceremo soli i lavoratori e lavoreremo su proposte alternative che possano dare uno sviluppo ed un percorso di crescita a quel territorio>>.
Intanto sembra che il gruppo cinese Chery sarebbe disponibile a valutare il dossier Termini Imerese se la Fiat dovesse mettere sul mercato lo stabilimento.
Diversi esponenti del Governo avrebbero confermato che l’interesse del gruppo Chery è reale.
Quanto al rinnovo degli incentivi statali, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha affermato: <<Aspettiamo l’Europa, come è sempre stato. Vediamo Francia, Germania, come sempre>>. (ore 15:00)