Palermo – Vigilia di Natale amara per gli operai della Fiat di termini Imerese in Cassa integrazione dal 24 Dicembre sino al 7 Gennaio (e poi nuovamente 25 al 30 Gennaio) e con lo spettro dello stop alla produzione a partire da Gennai0 2012.
Sindacati e operai si stanno preparando per nuove forme di protesta anche se il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha affermato che: <<il polo di Termini Imerese non può essere chiuso. Stiamo convocando per Gennaio un tavolo di confronto con la Regione Sicilia, la Fiat e le forze sociali con l’obiettivo – ha spiegato – di risolvere il problema di Termini Imerese e di dare un futuro industriale a questo importante polo produttivo siciliano. Noi faremo ogni sforzo affinché si continui a produrre auto con la Fiat o con altri produttori. Ci sono risorse sufficienti che il Governo e la Regione Sicilia possono mettere a disposizione. Se non fosse possibile continuare a produrre auto – ha poi aggiunto il ministro – ci impegniamo tutti a trovare altre produzioni che possano tutelare l’occupazione di questo territorio>>.
Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, valuta l’ipotesi di un intervento di altri gruppi per rilevare lo stabilimento di Termini Imerese affermando che <<Non possiamo aspettare due anni che arrivi il cavaliere bianco dalla Cina. Dobbiamo chiedere a governo e Fiat di non sfuggire alle loro responsabilità in Sicilia. La situazione italiana è certamente anomala. Non è normale – precisa – che in un settore tanto importante ci sia un solo produttore. Sono state superate le rendite di posizione in tanti altri campi, pubblici e privati, e sarebbe positivo che anche nell’automobile si arrivasse a una situazione di maggiore competizione tra costruttori. La Cgil non accetta che la Fiat abbandoni la produzione a Termini e – ha concluso Epifani – abbiamo preteso l’apertura di un tavolo di confronto. Se poi un altro produttore vuole farsi avanti, con lo stesso stato d’animo valuteremo quella proposta dal punto di vista delle garanzie per i lavoratori>>.
Umori più distesi, invece, in Campania dove i 5.100 lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco dopo anni di polemiche, conflitti e scioperi, hanno trovato relativa quiete nella notizia che la nuova Panda verrà assemblata proprio là.
A Pomigliano, comunque, la soddisfazione è contenuta e i 45 operai assunti per 22 mesi e con contratto in scadenza il 31 Dicembre, hanno passato il Natale nella sala del consiglio comunale di Pomigliano. A sostenerli gli altri 52 operai con contratto di apprendistato il cui rapporto di lavoro con la Fiat scadrà in Marzo.
L’operazione di riorganizzazione ideata da Marchionne prevede lo spostamento della produzione Alfa negli States e la riconversione dell’intera capacità produttiva di Pomigliano – 230 mila vetture l’anno – sul nuovo modello della Panda finora prodotta dagli stabilimenti di Tichy, in Polonia, e Mirafiori. Una operazione poderosa che comprende un percorso triennale per adattare lo stabilimento alla nuova produzione, l’ulteriore inattività forzata dei lavoratori e un piano di riqualificazione da 40 milioni di euro. Per innescare il piano è indispensabile la firma di un contratto di programma tra la Fiat e la Regione Campania che stabilisca le tappe di quella che sarà la seconda rivoluzione industriale di Pomigliano, ma poiché nel 2010 si terranno le elezioni regionali a fine Marzo, è probabile che la partita per Pomigliano si apra solo tra Aprile e Maggio. ZASTAVA – Fiat e Governo serbo hanno concluso l’accordo per la cessione al Lingotto della maggioranza della Zastava, casa automobilistica jugoslava. La firma farà ripartire il progetto di una joint venture tra la Fiat e il governo serbo a cui Fiat dovrebbe conferire il 67% di Zastava, lasciando la rimanente quota all’esecutivo Governo. L’investimento nella Zastava era stato rimandato per la crisi finanziaria. Si prevede una produzione di 200.000 unità all’anno dal 2010. (ore 12:00)